Introduzione
Smart e Start di Invitalia: cos'è e come presentare domanda nel 2026
Smart e Start (ufficialmente Smart&Start Italia) è l'incentivo di Invitalia dedicato alle startup innovative, e uno degli strumenti pubblici più usati dai founder italiani per finanziare i primi investimenti.
Le regole sono tante e la domanda richiede preparazione, ma niente panico, qui trovi la guida chiara e aggiornata su Invitalia Smart e Start nel 2026.
Ecco cosa vedremo:
- Cos'è Smart e Start e come funziona lo sportello;
- Chi può accedere e quali requisiti servono;
- Quanto finanzia, con quali percentuali e quali spese sono ammesse;
- Come presentare domanda passo per passo e come funziona la valutazione;
- Cosa succede dopo l'ammissione e cosa cambierà con il nuovo decreto 2026.
Cos'è Smart e Start Italia?
Smart&Start Italia è l'incentivo nazionale dedicato alle startup innovative. È promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa.
La misura finanzia piani d'impresa con un programma di spesa compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. L'agevolazione principale è un finanziamento a tasso zero, senza interessi, con una durata massima di 10 anni.
Per riassumere: Smart e Start non è un contributo a fondo perduto puro, ma un prestito agevolato. In alcuni casi, però, una parte non va restituita. Lo vediamo tra poco.
Secondo i dati Invitalia aggiornati al 31 agosto 2026, la misura ha finanziato 1.444 startup, con 721 milioni di euro di agevolazioni concesse.
Quali progetti finanzia
Il piano d'impresa deve avere almeno una di queste caratteristiche:
- un significativo contenuto tecnologico e innovativo;
- lo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale, dell'intelligenza artificiale, della blockchain e dell'internet of things;
- la valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata (i cosiddetti spin-off da ricerca).
Come funziona lo sportello
Smart e Start funziona a sportello: non ci sono click day, graduatorie o scadenze. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Questo significa due cose:
- puoi presentare domanda quando il tuo progetto è davvero pronto;
- non conviene aspettare troppo, perché i fondi non sono illimitati.
Smart e Start: i requisiti per accedere
Entriamo subito nel vivo e vediamo chi può presentare domanda.
Startup innovative già costituite
Con le regole attualmente in vigore possono accedere le startup innovative di micro e piccola dimensione che:
- Sono costituite da non più di 60 mesi al momento della domanda;
- Sono iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle startup innovative;
- Hanno sede legale e operativa in Italia.
Per essere riconosciuta come startup innovativa, la società deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa di settore, tra cui almeno uno dei criteri di innovazione: una quota minima di spese in ricerca e sviluppo, un team qualificato oppure la titolarità di un brevetto o di un software registrato.
Se stai ancora valutando la forma giuridica, sul nostro sito trovi come aprire una SRL online: è il primo passo per poi richiedere l'iscrizione come startup innovativa.
Team di persone fisiche
Non hai ancora costituito la società?
Puoi presentare domanda anche come team di persone fisiche che intende costituire una startup innovativa in Italia. In questo caso la domanda la presenta e la firma uno dei futuri soci.
Se la domanda viene ammessa, il team ha 30 giorni dalla comunicazione di ammissione (inviata via PEC) per costituire la società e chiedere l'iscrizione alla sezione speciale del Registro delle Imprese.
Startup estere e founder stranieri
La misura è aperta anche alle imprese costituite all'estero che si impegnano ad aprire almeno una sede operativa in Italia, e ai cittadini stranieri in possesso dello Startup Visa.
La polizza contro le calamità naturali
È importante sottolineare che, per effetto del decreto MIMIT del 18 giugno 2025, il rispetto dell'obbligo di assicurazione contro i danni da eventi catastrofali è tra i requisiti verificati sia per l'accesso sia per l'erogazione delle agevolazioni.
Quanto finanzia Smart e Start
Vediamo una per una le agevolazioni previste.
Il finanziamento a tasso zero
Smart e Start copre l'80% delle spese ammissibili con un finanziamento senza interessi. La percentuale sale al 90% se la startup:
- È composta interamente da donne e/o da giovani under 36;
- Oppure ha tra i soci un esperto con il titolo di dottore di ricerca (o equivalente) che lavora all'estero e vuole rientrare in Italia.
Il finanziamento va restituito con un piano di ammortamento della durata massima di 10 anni.
La quota a fondo perduto nel Mezzogiorno
Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia restituiscono solo il 70% del finanziamento concesso per il piano d'impresa (capitale circolante escluso). Il restante 30% diventa, di fatto, un contributo a fondo perduto.
Lo stesso beneficio vale per le startup nei comuni del cratere sismico del Centro Italia (eventi 2016 e 2017), nei limiti delle risorse disponibili.
La conversione in fondo perduto con un investitore
Se la startup riceve investimenti nel capitale di rischio da investitori terzi, può chiedere di convertire una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto, dopo l'erogazione del saldo. L'importo convertibile è pari al massimo al 50% delle somme investite, e comunque non oltre il 50% delle agevolazioni concesse.
È un meccanismo pensato per premiare i progetti che riescono ad attrarre capitali privati: secondo Invitalia, in quattro anni ha contribuito a raccogliere circa 65,8 milioni di euro di investimenti.
Il tutoraggio per le startup più giovani
Le startup costituite da non più di 12 mesi alla data della domanda possono accedere anche a servizi di tutoraggio tecnico-gestionale, del valore di 15.000 euro per le startup del Mezzogiorno e di 7.500 euro nel resto d'Italia.
Le spese ammissibili
Il piano d'impresa può partire solo dopo la presentazione della domanda e va concluso entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento. Ecco cosa puoi finanziare:
- Investimenti materiali: impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica;
- Investimenti immateriali: brevetti, marchi, licenze, certificazioni e know-how;
- Servizi: progettazione, sviluppo e collaudo di soluzioni informatiche, consulenze tecnologiche, servizi di incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub, marketing e web marketing, collaborazioni con organismi di ricerca;
- Personale: dipendenti e collaboratori qualificati, rendicontati con il metodo dei costi standard;
- Capitale circolante: materie prime, servizi, hosting e affitto di beni di terzi, fino al 20% delle spese del piano.
Non sono ammissibili, invece, le spese sostenute prima della presentazione della domanda, i beni usati e le spese non collegate al progetto.
Ogni spesa andrà rendicontata con fatture e pagamenti tracciabili. Le fatture emesse prima del contratto devono riportare il riferimento alla misura e al numero di domanda, quelle successive il codice CUP. Per questo conviene tenere separati e ordinati i flussi della startup fin dal primo giorno.
Invitalia Smart e Start: come presentare domanda passo per passo
La domanda si presenta esclusivamente online, dall'area personale del sito di Invitalia. Prima di iniziare, procurati:
- un'identità digitale per accedere all'area personale;
- un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) abilitato a ricevere comunicazioni anche da privati;
- un dispositivo di firma digitale (i documenti vanno firmati in formato .p7m).
Vediamo ora i passaggi uno ad uno.
- Registrati nell'area personale di Invitalia. Se la società è già costituita, il legale rappresentante deve prima registrare l'impresa nel modulo "Anagrafica e deleghe". I team non ancora costituiti e le imprese estere accedono direttamente con il profilo del compilatore.
- Compila il modulo di domanda con i dati dell'impresa (o del team) e le informazioni sul progetto.
- Carica il piano d'impresa e gli allegati, firmati digitalmente dal legale rappresentante o, per le società da costituire, dal socio proponente.
- Invia la domanda: da questo momento le spese sostenute per il progetto possono diventare ammissibili.
- Attendi la valutazione: Invitalia comunica l'esito entro 60 giorni dalla domanda completa. Eventuali richieste di integrazione sospendono i termini.
- Ricevi l'esito via PEC e, in caso di ammissione, prepara la documentazione per il contratto di finanziamento.
I documenti da preparare
Prima di aprire la piattaforma, conviene avere pronti:
- Il business plan completo, con piano degli investimenti e proiezioni economico-finanziarie;
- Un pitch deck di massimo 15 slide;
- La descrizione tecnica della soluzione innovativa;
- I preventivi dei fornitori per le spese previste;
- Per le società già costituite: atto costitutivo, statuto, visura con iscrizione alla sezione speciale, ultimi bilanci o situazione patrimoniale;
- Documenti d'identità e curriculum dei soci;
- L'eventuale documentazione su brevetti, licenze o accordi con incubatori, università e investitori.
I modelli aggiornati degli allegati si scaricano dalla sezione dedicata del sito Invitalia.
La valutazione della domanda a Invitalia
La valutazione di Invitalia guarda a quattro aspetti principali:
- l'adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali del team;
- il carattere innovativo dell'idea;
- la sostenibilità economica e finanziaria del piano, anche rispetto al mercato di riferimento;
- la fattibilità tecnologica e operativa del progetto.
Oltre all'analisi dei documenti, Invitalia di norma approfondisce il progetto con un colloquio con i soci, che può svolgersi anche online. È il momento in cui si discutono mercato, modello di ricavi, strategia di acquisizione clienti e roadmap.
Sono previste anche delle premialità per le startup che collaborano con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori o Digital Innovation Hub. In altre parole, non basta avere una buona idea: bisogna saperla raccontare e difendere con i numeri.
Dopo l'ammissione: contratto ed erogazioni
Se la domanda viene approvata, la startup invia entro 30 giorni la documentazione necessaria alla firma del contratto di finanziamento. I team di persone fisiche, nello stesso termine, devono costituire la società.
Dalla firma del contratto hai 24 mesi per realizzare il piano d'impresa, prorogabili per un massimo di 6 mesi. Le agevolazioni vengono erogate per stati di avanzamento lavori (SAL), al massimo cinque, presentando le fatture delle spese sostenute. Ecco alcuni dettagli utili:
- in ogni SAL puoi includere anche fatture non ancora pagate, fino al 30% delle spese, dimostrando il pagamento al SAL successivo;
- puoi chiedere un'anticipazione fino al 40% delle agevolazioni, entro 4 mesi dalla firma del contratto, presentando una fideiussione o una polizza di pari importo;
- il saldo finale richiede che tutte le fatture siano state pagate.
Proprio in questa fase la gestione amministrativa fa la differenza. Ogni SAL richiede una rendicontazione precisa, e qui torna utile avere una prima nota contabile ordinata e la possibilità di dare accesso al conto al tuo commercialista.
Smart e Start nel 2026: cosa cambia con il nuovo decreto
Il MIMIT ha adottato il decreto ministeriale del 13 luglio 2026, che aggiorna Smart&Start Italia alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge n. 193/2024. Tra le principali novità previste:
- l'apertura della misura anche alle medie imprese;
- un tutoraggio esteso alle startup costituite da non più di 36 mesi, con un valore di 10.000 euro per tutto il territorio nazionale;
- criteri di valutazione e rendicontazione semplificati per i piani d'impresa fino a 250.000 euro;
- nuove premialità per le imprese con certificazione della parità di genere e per i progetti con un partner tecnologico qualificato;
- regole più chiare per la conversione in fondo perduto e nessuna revoca per la sola crescita dimensionale dell'impresa.
Attenzione però: le nuove regole diventeranno operative solo con la pubblicazione della circolare attuativa, che al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) non è ancora stata emanata. Fino ad allora, le domande seguono le regole attualmente in vigore, descritte in questa guida. Prima di inviare la domanda, controlla sempre gli aggiornamenti sul sito di Invitalia.
Consigli per una domanda Smart e Start solida
Per chiudere, ecco alcuni consigli pratici per arrivare pronti:
- Parti dai numeri: il business plan deve essere coerente con i preventivi e con le proiezioni di ricavo, senza ipotesi troppo ottimistiche;
- Racconta il team: competenze, ruoli e impegno dei soci pesano tanto quanto l'idea;
- Dimostra l'innovazione: spiega in modo concreto cosa rende diversa la tua soluzione, con evidenze e risultati già raggiunti;
- Costruisci alleanze: accordi con incubatori, acceleratori, università o investitori rafforzano il progetto;
- Prepara l'amministrazione: un conto dedicato e una gestione ordinata delle spese ti semplificano la rendicontazione dei SAL;
- Fatti affiancare: un commercialista o un consulente esperto di finanza agevolata ti aiuta a evitare errori formali.
Sempre sul nostro blog trovi l'elenco dei costi deducibili e una guida al cassetto fiscale dell'imprenditore, utili per i primi mesi di vita della startup.
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Articolo aggiornato a ottobre 2026, sulla base delle regole Smart&Start Italia in vigore (DM 24 settembre 2014 e circolare 16 dicembre 2019, come modificati). Le regole potranno cambiare con l'entrata in vigore del DM 13 luglio 2026: per la situazione specifica della tua startup consigliamo di consultare il tuo commercialista e il sito ufficiale di Invitalia.

