Introduzione
Startup innovativa: i requisiti per ottenere lo status nel 2026
Hai un progetto ad alto contenuto tecnologico e vuoi trasformarlo in un'impresa?
La qualifica di startup innovativa può darti un vantaggio concreto: agevolazioni fiscali per chi investe in te, accesso facilitato al credito, meno burocrazia nei primi anni. Il punto è che non basta definirsi "innovativi": servono requisiti precisi, che la Legge 193/2024 ha in parte riscritto.
Bene, sei nel posto giusto! Qua trovi la guida chiara ai requisiti della startup innovativa nel 2026:
- Cos'è una startup innovativa e a chi conviene;
- I requisiti di base e i criteri di innovazione;
- Quanto dura lo status di startup innovativa e come si mantiene;
- Come si costituisce e si iscrive nella sezione speciale del Registro delle Imprese;
- Le principali agevolazioni.
Cos'è una startup innovativa?
La startup innovativa è una figura introdotta dal Decreto Legge 179/2012 (art. 25), il cosiddetto "Decreto Crescita 2.0". L'obiettivo è sostenere le giovani imprese che puntano su innovazione e tecnologia con un pacchetto di agevolazioni dedicato.
La startup innovativa è una società di capitali di nuova costituzione che ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
Per riassumere: non conta il settore, conta il contenuto di innovazione. Una startup innovativa può operare nel software come nell'agritech, nel biotech come nella manifattura avanzata.
È importante sottolineare che lo status non si "chiede" a un ente: si ottiene con l'iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, autocertificando il possesso dei requisiti. Proprio per questo è fondamentale conoscerli bene.
Startup innovativa: i requisiti
I requisiti della startup innovativa si dividono in due gruppi: quelli di base, che vanno rispettati tutti, e quelli di innovazione, di cui basta soddisfarne almeno uno. Vediamoli uno ad uno nel dettaglio.
I requisiti di base obbligatori
Per essere iscritta nella sezione speciale, la società deve rispettare contemporaneamente queste condizioni:
- Forma giuridica: deve essere una società di capitali (SRL, SRLS, SPA, SAPA), anche in forma cooperativa. Ditte individuali e società di persone sono escluse;
- Età: costituita da non più di 5 anni;
- Dimensione: deve essere una micro, piccola o media impresa secondo la definizione europea (Raccomandazione 2003/361/CE), considerando anche eventuali società controllanti, collegate o associate. È un requisito introdotto in modo esplicito dalla Legge 193/2024;
- Sede: in Italia, oppure in un altro Paese UE/SEE purché con una sede produttiva o una filiale in Italia;
- Valore della produzione: a partire dal secondo anno, non superiore a 5 milioni di euro;
- Niente quotazione: le azioni o quote non devono essere quotate su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione;
- Niente utili distribuiti: la società non distribuisce e non ha distribuito utili;
- Oggetto sociale innovativo: esclusivo o prevalente, legato a prodotti o servizi ad alto valore tecnologico. Con la riforma sono escluse le società la cui attività prevalente è di agenzia o consulenza (secondo le indicazioni del MIMIT, ad esempio i codici ATECO 70.2 e 74.99);
- Nessuna operazione straordinaria alle spalle: la società non deve nascere da fusione, scissione o cessione di azienda o di ramo d'azienda.
I requisiti di innovazione (almeno uno su tre)
Oltre ai requisiti di base, la startup deve dimostrare di essere davvero innovativa. Basta soddisfare almeno uno di questi tre criteri.
1. Spese in ricerca e sviluppo
Le spese in ricerca e sviluppo devono essere pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione. Rientrano, tra le altre, le spese per sperimentazione, prototipazione, sviluppo del business plan, personale dedicato e licenze tecnologiche.
2. Personale altamente qualificato
La forza lavoro (dipendenti e collaboratori a qualsiasi titolo) deve essere composta in alternativa da:
- almeno un terzo di dottori di ricerca, dottorandi o laureati con almeno tre anni di attività di ricerca certificata;
- almeno due terzi di persone con laurea magistrale.
3. Proprietà intellettuale
La società deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto (o privativa industriale) oppure titolare di un software registrato nel Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore. In entrambi i casi, la privativa deve essere direttamente collegata all'oggetto sociale.
Quanto dura lo status di startup innovativa?
Qui la Legge 193/2024 ha cambiato le carte in tavola. Lo status non dura più un periodo fisso uguale per tutti, ma si articola in fasi progressive, con requisiti crescenti per restare nella sezione speciale.
Fase 1: i primi 3 anni
Per i primi 3 anni dall'iscrizione la startup mantiene lo status semplicemente continuando a rispettare i requisiti di base e almeno un requisito di innovazione.
Fase 2: la proroga fino a 5 anni
Per restare iscritta oltre il terzo anno, fino a un massimo di 5 anni complessivi, la startup deve dimostrare di essere cresciuta. Serve almeno una tra queste condizioni:
- spese in ricerca e sviluppo salite almeno al 25% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
- almeno un contratto di sperimentazione con una Pubblica Amministrazione;
- crescita dei ricavi o dell'occupazione superiore al 50% tra il secondo e il terzo anno;
- una riserva patrimoniale superiore a 50.000 euro, costituita tramite finanziamento convertendo o aumento di capitale, insieme a spese in ricerca e sviluppo salite almeno al 20%;
- l'ottenimento di almeno un brevetto (non basta più averlo solo depositato, e il software registrato non vale per questa proroga).
Fase 3: la scale-up, fino a 9 anni complessivi
Superati i 5 anni, la startup può entrare nella fase di scale-up: ulteriori periodi di 2 anni, fino a un massimo di 4 anni aggiuntivi. Per accedervi serve almeno una di queste condizioni:
- un aumento di capitale a sovrapprezzo superiore a 1 milione di euro sottoscritto da organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR);
- una crescita annua dei ricavi della gestione caratteristica superiore al 100%.
Per riassumere: lo status si conquista con l'iscrizione, ma si mantiene solo crescendo davvero. E attenzione: le agevolazioni non coprono sempre tutto il periodo di permanenza nella sezione speciale. Ad esempio, la detrazione maggiorata per chi investe vale solo per le startup iscritte da non più di tre anni. Meglio verificare con il tuo commercialista quali benefici restano attivi nella tua fase.
Come si costituisce e si iscrive una startup innovativa
Ecco i passaggi principali, dalla nascita della società all'iscrizione nella sezione speciale.
- Costituzione della società di capitali: si passa dal notaio con atto costitutivo e statuto, versando il capitale sociale secondo le regole previste per la forma scelta. Cura in particolare la scrittura dell'oggetto sociale, che deve riflettere l'attività innovativa.
- Apertura del conto aziendale: una volta costituita la società e ottenuta la partita IVA, ti serve un conto intestato alla società per incassi, pagamenti e adempimenti fiscali. Con il conto aziendale online di Tot l'apertura è interamente online.
- Iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese: si presenta la domanda alla Camera di Commercio con pratica telematica, allegando l'autocertificazione del possesso dei requisiti firmata dal legale rappresentante, sul modello aggiornato dopo la riforma.
- Aggiornamento periodico: ogni anno, entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio, va confermato il mantenimento dei requisiti. Al terzo anno, nella stessa occasione, vanno attestati anche i requisiti per la proroga. Senza conferma, la società viene cancellata dalla sezione speciale e perde le agevolazioni.
Le agevolazioni per le startup innovative
Perché vale la pena di ottenere lo status? Ecco le principali agevolazioni previste per le startup innovative:
- Incentivi fiscali per chi investe: detrazione IRPEF del 30% per le persone fisiche e deduzione del 30% per le società che investono nel capitale. In alternativa, le persone fisiche possono accedere alla detrazione del 65% in regime "de minimis" (fino a 100.000 euro investiti all'anno, con partecipazione mantenuta per almeno 3 anni), riservata alle startup iscritte da non più di tre anni;
- Esonero da diritti camerali e imposte di bollo per gli adempimenti al Registro delle Imprese;
- Accesso semplificato e gratuito al Fondo di Garanzia per le PMI, che facilita l'accesso al credito bancario;
- Finanziamenti agevolati, come il programma Smart&Start Italia gestito da Invitalia;
- Work for equity: possibilità di remunerare dipendenti, collaboratori e consulenti con strumenti finanziari della società, con un regime fiscale agevolato;
- Equity crowdfunding per raccogliere capitali online;
- Disciplina del lavoro più flessibile per i contratti a tempo determinato;
- Procedure semplificate in caso di crisi ("fail fast"), che permettono di chiudere più rapidamente e ripartire.
Vuoi capire come impostare la tua startup per accedere a questi vantaggi? È uno dei temi che affrontiamo con i founder di Tot.Circle.
Gli errori da evitare
Le insidie più frequenti riguardano tre aspetti:
- Requisiti di innovazione "sulla carta": l'autocertificazione è sotto la tua responsabilità e i controlli possono portare alla perdita dello status e delle agevolazioni;
- Oggetto sociale generico: un oggetto troppo ampio, o centrato su consulenza e servizi, rischia di non superare la verifica;
- Mancato monitoraggio: le soglie di spesa in ricerca e sviluppo, il personale e le condizioni di crescita vanno controllati anno dopo anno, non solo all'iscrizione.
Tenere i conti ordinati fin dal primo giorno aiuta molto: separare le spese, categorizzarle e avere sempre sotto controllo i costi di ricerca e sviluppo rende più semplice dimostrare i requisiti quando serve.
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- chi è pronto a partire e vuole impostare tutto correttamente fin dal primo giorno;
- freelance e partite IVA che stanno valutando il passaggio a una società;
- chi ha appena costituito la propria impresa e vuole basi solide su cui crescere.
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Contenuto aggiornato con le novità della Legge 193/2024 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023) e la circolare MIMIT del 29 luglio 2025. Per la situazione specifica della tua attività, consigliamo di consultare il tuo commercialista.

