Introduzione
Liquidazione IVA trimestrale 2026: scadenze e istruzioni
La liquidazione IVA trimestrale è uno di quegli adempimenti fiscali ricorrenti che possono sembrare complessi, soprattutto quando le date slittano per via dei week end.
In realtà la gestione di questo tipo di scadenza non è particolarmente difficile e dopo la la guida di Tot sulla liquidazione IVA trimestrale nel 2026 tutto ti sarà molto più chiaro. Ecco cosa vedremo in questo articolo:
- Cos'è la liquidazione IVA trimestrale e chi può farla;
- Come funziona il regime trimestrale e la maggiorazione dell'1%;
- Tutte le scadenze dei versamenti IVA trimestrale 2026;
- Come si calcola e come si versa l'IVA con il modello F24;
- Cos'è la LIPE e perché non va confusa con il versamento;
- Cosa succede se salti una scadenza.
Cos'è la liquidazione IVA trimestrale
La liquidazione IVA è l'operazione con cui, periodicamente, calcoli la differenza tra l'IVA che hai incassato sulle vendite (IVA a debito) e l'IVA che hai pagato sugli acquisti (IVA a credito). Il risultato ti dice se devi versare qualcosa allo Stato o se hai maturato un credito da riportare.
Chi adotta il regime trimestrale fa questo calcolo quattro volte l'anno, alla fine di ogni trimestre solare, invece che ogni mese come i contribuenti mensili.
Chi può accedere al regime trimestrale
Il regime trimestrale non è per tutti: è un'opzione riservata alle attività che, nell'anno precedente, sono rimaste sotto determinate soglie di volume d'affari. Dopo l'innalzamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2023, i limiti sono:
- 500.000 euro di volume d'affari per chi svolge prestazioni di servizi;
- 800.000 euro di volume d'affari per le altre attività (cessione di beni).
Chi resta sotto queste soglie può optare per il trimestrale; chi le supera è obbligato alla liquidazione mensile. Se svolgi contemporaneamente servizi e altre attività senza annotare separatamente i corrispettivi, il limite di riferimento è 800.000 euro complessivi. La scelta si comunica nella dichiarazione IVA (quadro VO) e vale per l'intero anno solare.
Chi è escluso
Attenzione a un punto che genera spesso confusione: i contribuenti in regime forfettario non applicano l'IVA in fattura e quindi non effettuano né liquidazione né versamenti periodici IVA. Se hai aperto la tua partita IVA online in regime forfettario, questo adempimento non ti riguarda.
Come funziona il regime trimestrale (e la maggiorazione dell'1%)
Rispetto al mensile, il trimestrale ha un vantaggio evidente: gestisci l'IVA quattro volte l'anno anziché dodici, con meno adempimenti e più respiro sulla liquidità.
C'è però un costo: chi versa l'IVA trimestralmente per opzione paga una maggiorazione dell'1% sull'importo a debito di ogni liquidazione, a titolo di interessi. In pratica, se da un trimestre risulta un debito di 1.000 euro, versi 1.010 euro.
Questa maggiorazione non si applica al quarto trimestre, che confluisce nella dichiarazione IVA annuale.
Le scadenze del versamento IVA trimestrale 2026
La regola generale è semplice: il versamento va effettuato entro il 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre. Quando il 16 cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Ecco il calendario dei versamenti IVA trimestrale per il 2026:
- 1° trimestre (gennaio-marzo): scadenza naturale 16 maggio 2026 (cadendo di sabato, slitta a lunedì 18 maggio 2026) — codice tributo 6031;
- 2° trimestre (aprile-giugno): scadenza naturale 16 agosto 2026 (con la proroga di Ferragosto il versamento si può effettuare entro il 20 agosto 2026) — codice tributo 6032;
- 3° trimestre (luglio-settembre): scadenza naturale 16 novembre 2026 (cadendo di domenica, slitta a 17 novembre 2026) — codice tributo 6033;
- 4° trimestre (ottobre-dicembre): non si versa separatamente, ma confluisce nel saldo della dichiarazione IVA annuale, con termine entro il 16 marzo 2027 — codice tributo 6099.
Vediamoli meglio: i primi tre versamenti seguono il regime trimestrale vero e proprio (con la maggiorazione dell'1%), mentre il quarto trimestre viene liquidato in sede di dichiarazione annuale, senza maggiorazione.
C'è poi un appuntamento che riguarda anche i trimestrali: l'acconto IVA, da versare entro il 27 dicembre di ogni anno da chi risulta a debito nell'ultimo periodo. L'importo eventualmente versato come acconto si scomputa poi dal saldo dovuto in dichiarazione annuale.
Come si calcola la liquidazione IVA trimestrale
Il calcolo, alla base, è una sottrazione. Per ogni trimestre devi:
- Sommare tutta l'IVA a debito, cioè l'IVA applicata sulle fatture che hai emesso;
- Sommare tutta l'IVA a credito, cioè l'IVA pagata sulle fatture di acquisto detraibili;
- Sottrarre il credito dal debito.
Se il risultato è positivo, quello è l'importo da versare (a cui aggiungi la maggiorazione dell'1% per i primi tre trimestri). Se è negativo, hai un credito IVA che puoi riportare al periodo successivo o utilizzare in compensazione nel modello F24.
Un esempio pratico
Immagina un trimestre in cui hai incassato 5.000 euro di IVA sulle vendite e ne hai pagati 3.200 euro sugli acquisti. L'IVA da versare è 1.800 euro, a cui si aggiunge la maggiorazione dell'1% (18 euro), per un totale di 1.818 euro.
La soglia minima di versamento
C'è un dettaglio utile: se dalla liquidazione emerge un debito inferiore a 100 euro (soglia innalzata dai precedenti 25,82 euro a partire dal 2024), non sei obbligato a versare subito. L'importo si cumula e viene riportato alla liquidazione successiva, ma va comunque versato entro il 16 dicembre dello stesso anno. Tenere sotto controllo questi importi rinviati è più semplice se hai la contabilità in ordine: con la riconciliazione automatica delle fatture ogni movimento è già abbinato al documento corrispondente.
LIPE: la comunicazione da non confondere con il versamento
Qui casca spesso l'asino. Oltre a versare l'imposta, i soggetti IVA devono trasmettere all'Agenzia delle Entrate la LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA): un file telematico con i dati riepilogativi delle liquidazioni del trimestre.
È importante sottolineare che versamento e comunicazione seguono calendari diversi: la LIPE si invia entro il secondo mese successivo al trimestre, con scadenze che nel 2026 sono:
- 1° trimestre 2026: invio entro il 1° giugno 2026 (il 31 maggio cade di domenica);
- 2° trimestre 2026: invio entro il 30 settembre 2026;
- 3° trimestre 2026: invio entro il 30 novembre 2026;
- 4° trimestre 2026: invio entro il 28 febbraio 2027 (oppure i dati confluiscono direttamente nella dichiarazione IVA annuale).
L'omessa, tardiva o errata trasmissione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione, quindi è un adempimento da non trascurare anche quando dal trimestre non emerge alcun debito.
Come e dove si versa l'IVA trimestrale
Il versamento si effettua con il modello F24, per via telematica. Ti servono tre informazioni: il codice tributo corretto (6031, 6032, 6033 per i primi tre trimestri), il periodo di riferimento e l'importo, comprensivo di maggiorazione dove prevista.
Se hai maturato un credito, puoi usarlo in compensazione all'interno dello stesso F24, riducendo o azzerando quanto dovuto.
Con un conto aziendale online come quello di Tot puoi pagare gli F24 direttamente dall'app, senza passare da altri portali e senza commissioni aggiuntive, e puoi dare accesso al conto al tuo commercialista per la verifica.
Cosa succede se salti una scadenza
Capita. La buona notizia è che l'ordinamento prevede il ravvedimento operoso: puoi regolarizzare il versamento in ritardo pagando l'imposta dovuta insieme a una sanzione ridotta e agli interessi, il tutto con un unico F24. Prima intervieni, più bassa è la sanzione.
Per la situazione specifica della tua attività — soprattutto quando ci sono importi rinviati o crediti da compensare — è sempre bene confrontarsi con il tuo commercialista, che con Tot può avere un accesso al conto dedicato.
Scopri il conto business Tot
Cerchi un conto aziendale online smart per gestire l'IVA e tutte le scadenze fiscali senza stress? Ecco tutti i vantaggi di Tot:
- Apertura conto completamente online e in autonomia, senza appuntamenti in filiale o attese;
- Un conto aziendale online con IBAN italiano, fondamentale per tutta la gestione fiscale dell'attività;
- Pagamento di F24, pagoPA, bonifici e RiBa senza commissioni aggiuntive, direttamente da app;
- Strumenti integrati per la gestione amministrativa e la riconciliazione automatica delle fatture, per tenere sempre in ordine IVA a debito e a credito;
- Possibilità di dare accesso al conto al tuo commercialista, così il controllo delle liquidazioni è condiviso;
- Una carta di credito Visa Business sempre inclusa e le carte di debito Mastercard Business fisiche e virtuali di cui hai bisogno;
- Trasparenza: Tot è una soluzione all-inclusive a canone fisso, senza spese nascoste.
Calendario aggiornato a luglio 2026. Le scadenze fiscali possono subire slittamenti e proroghe: verifica sempre le date sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Per la situazione specifica della tua attività, consigliamo di consultare il tuo commercialista.

