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Cosa sono IRES e IRAP: aliquote e guida al calcolo per il 2026

Redazione Tot

19 febbraio 20265 min

IRES e IRAP sono le due imposte principali che incidono sul risultato economico di una società di capitali, per questo capire esattamente cosa sono e come si calcolano è cruciale per una buona gestione del cash-flow aziendale.

La differenza tra IRES e IRAP riguarda la base su cui vengono calcolate: l’IRES si applica sul reddito fiscale, mentre l’IRAP sul valore della produzione e segue criteri differenti. Di conseguenza, alcune spese che abbassano l’IRES possono incidere diversamente sull’IRAP.

Niente panico però, in questa guida aggiornata al 2026 facciamo chiarezza su che cos’è l’IRES e l’IRAP, chi deve pagare queste imposte e come si calcolano. Il tutto con un linguaggio che non devi essere un dottore commercialista per capirci qualcosa. Buona lettura!

Ah, se ancora non conosci Tot, siamo un conto aziendale online con pagamento F24 online semplice e veloce, carte aziendali per te e il tuo team, più strumenti integrati per la gestione delle fatture e delle note spese. Tutto in un unico canone, senza sorprese a fine mese.

IRES: cos’è e chi deve pagarla

L’IRES è l’Imposta sul Reddito delle Società di Capitali, ovvero sull'utile prodotto, e si applica a chi opera in forma societaria. In pratica, i soggetti chiamati a versarla sono:

  • Srl e Srls,  le società a responsabilità limitata e semplificate;

  • Spa e Sapa, le società per azioni e in accomandita per azioni;

  • Società cooperative;

  • Enti commerciali;

  • Stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri.

Aliquota IRES 2026: cosa cambia e cosa resta invariato

Per il 2026 l’aliquota ordinaria IRES rimane fissa al 24%, applicata in misura proporzionale sul reddito imponibile delle società di capitali, salvo eventuali interventi normativi successivi o proroghe specifiche. 

La Legge di Bilancio 2026 non ha introdotto modifiche strutturali all’aliquota ordinaria, che rimane quindi invariata. Negli anni passati erano state previste misure agevolative temporanee, come la cosiddetta IRES premiale, con aliquota ridotta per utili accantonati o reinvestiti, ma tali regimi hanno avuto carattere limitato nel tempo e subordinato a specifiche condizioni.

Per il 2026si applica quindi l’aliquota ordinaria del 24%. È comunque sempre opportuno verificare con il proprio consulente fiscale l’eventuale presenza di incentivi o agevolazioni settoriali che possano incidere sul carico fiscale della tua società.

Come si calcola l’IRES?

La formula  per calcolare l'IRES è reddito imponibile × 24%, ma attenzione!

Prima di arrivare al calcolo dell'imposta da pagare, bisogna determinare correttamente il reddito imponibile fiscale, che spesso non coincide con l’utile effettivamente risultante in bilancio.

Infatti, è fondamentale distinguere tra utile civile e utile fiscale.

  • L’utile civile è il risultato che emerge dal bilancio d’esercizio: rappresenta la differenza tra ricavi e costi, calcolata secondo le regole contabili. È l’utile che trovi nel conto economico e che descrive l’andamento dell’azienda.

  • L’utile fiscale, invece, è il valore su cui si applicano le imposte. Si ottiene partendo dall’utile civile apportando le rettifiche previste dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). In altre parole, il fisco non riconosce sempre tutti i costi nello stesso modo in cui lo fa la contabilità.

Ad esempio, alcune spese sono:

  • non deducibili, quindi non riducono il reddito imponibile;

  • parzialmente deducibili, come nel caso di determinate voci per auto aziendali o spese di rappresentanza;

  • soggette a variazioni fiscali in aumento o in diminuzione, che modificano il risultato contabile.

Il reddito imponibile IRES si ottiene quindi partendo dall’utile civile e sommando o sottraendo queste variazioni fiscali. Solo dopo questo passaggio si applica l’aliquota del 24% per determinare l’IRES dovuta. Comprendere la differenza tra utile civile e utile fiscale è dunque essenziale: l’aliquota al 24% si calcola sull'utile fiscale e non sull’utile “da bilancio”.

IRAP 2026: che tassa è e come funziona

IRAP è l’acronimo di Imposta Regionale sulle Attività Produttive viene calcolata applicando l'aliquota base del 3,9% sul valore della produzione netta, cioè sulla ricchezza effettivamente generata dall’azienda durante l’anno. Vediamo come di determina:

Valore della produzione (ricavi + variazioni rimanenze + altri proventi) meno i costi deducibili (acquisti di beni, servizi, alcune spese specifiche). Il risultato finale  di questa operazione è la ricchezza prodotta dall'azienda, ossia il "valore della produzione netta".

Se vuoi approfondire, abbiamo dedicato un articolo a tutti i costi deducibili per il 2026.

Nel 2026 l’aliquota base resta al 3,9%, con possibili variazioni regionali, si consiglia sempre di rivolgersi al proprio commercialista per una visione più dettagliata in base alla propria situazione.

Chi deve pagare  l’IRAP (e chi ne è edsentato)

L’IRAP si applica alle attività produttive esercitate nel territorio italiano, ma non tutti i soggetti sono automaticamente obbligati al versamento.

Sono sempre soggette a IRAP:

  • società di capitali (SRL, SRLS, SPA, SAPA);

  • società di persone;

  • enti commerciali;

  • stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri.

Per queste categorie, il presupposto dell’imposta è legato alla natura stessa dell’ente: l’attività è considerata organizzata per definizione.

Diverso invece è il caso di imprese individuali e professionisti. In questi casi, l’IRAP è dovuta solo se sussiste il requisito dell’autonoma organizzazione, concetto chiarito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. In termini pratici, esiste autonoma organizzazione quando il contribuente:

  • Ha in modo stabile dipendenti o collaboratori che lavorano per lui;

  • Oppure utilizza strumenti e mezzi che vanno oltre quelli strettamente necessari per svolgere l’attività (ad esempio ufficio strutturato, attrezzature rilevanti, macchinari, più postazioni di lavoro).

Al contrario, un professionista che lavora in modo individuale, senza dipendenti e con strumenti essenziali (come computer e telefono), in linea generale non è soggetto a IRAP. Anche in questo caso, è sempre meglio rivolgersi al proprio commercialista per chiedere una valutazione puntuale.

Quando si pagano IRES e IRAP: acconti e saldo

Per le SRL con esercizio coincidente con l’anno solare, il calendario di pagamento di IRES e IRAP segue uno schema ricorrente:

  • Saldo dell’anno precedente + primo acconto dell’anno in corso: entro il 30 giugno;

  • Secondo acconto: entro il 30 novembre.

È prevista anche la possibilità di effettuare il versamento entro i 30 giorni successivi alla scadenza di giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

In pratica, per il 2026:

  • entro il 30 giugno 2026 si pagano il saldo 2025 e il primo acconto 2026;

  • entro il 30 novembre 2026 si paga il secondo acconto 2026;

  • in alternativa, il pagamento di giugno può essere effettuato entro fine luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

Pianificare questi importi con anticipo è fondamentale: il peso combinato di saldo e primo acconto può avere un impatto significativo sulla liquidità aziendale, soprattutto se non è stato stimato correttamente durante l’anno. Per tenere sotto controllo tutti gli adempimenti fiscali, abbiamo creato una guida alle scadenze fiscali che ti permette anche di salvare in automatico le scadenze sul tuo calendario, così non ti perdi niente!

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