Introduzione
Auto aziendale: gestione fiscale 2026
Le auto aziendali sono un asset strategico per molte imprese e professionisti.
Al contempo, la gestione fiscale dei veicoli (deducibilità e detraibilità) è un dedalo di variabili che è bene conoscere a fondo, per ottimizzare i guadagni e contenere i costi operativi.
Inoltre, a partire dal 2025 e confermati anche con la Legge di Bilancio 2026, sono stati introdotti diversi incentivi legati alla mobilità sostenibile, come le agevolazioni per le colonnine di ricarica o le percentuali di tassazione differenziata per tipo di veicolo ed emissioni di CO₂.
Ma, no worries, siamo qui per questo. Ecco la nostra super guida per la gestione fiscale delle auto aziendali nel 2026!
Veicoli aziendali a deducibilità integrale e limitata
Entriamo subito nel vivo e parliamo di deducibilità delle auto aziendali.
Nel sistema fiscale italiano, le spese relative ai veicoli aziendali possono essere dedotte integralmente o parzialmente, tutto dipende da due fattori:
- tipologia d’uso del veicolo (strumentale o ad uso promiscuo);
- profilo del soggetto che lo utilizza.
Deducibilità integrale dell’auto aziendale
La deduzione integrale è ammessa nei seguenti casi:
- Veicoli strumentali all’attività d’impresa, ossia quei veicoli indispensabili per l’azienda e impiegati a solo scopo lavorativo.
In questo caso, tutte le spese connesse all’uso del veicolo, carburante, manutenzione, assicurazione, bollo, possono essere dedotte integralmente dal reddito.
Deducibilità limitata dell’auto aziendale
Per imprese i professionisti che utilizzano veicoli ad uso promiscuo (sia per attività lavorative che personali), la deducibilità è limitata:
- 20% del costo, entro un valore massimo del veicolo di 18.075,99 euro;
- La detrazione dell’IVA al 40%.
Esiste poi una deroga per i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per almeno 183 giorni all’anno. In tal caso, la deducibilità da parte del datore di lavoro sale al 70%.
L’idea è che, se il veicolo viene assegnato ad un dipendente per un uso promiscuo ma continuativo, l’azienda può dedurre una quota più alta dei costi sostenuti, in quanto l’auto viene considerata uno strumento di lavoro stabile e indispensabile per il dipendente.
Deducibilità dell’auto aziendale per professionisti e partite IVA
Per quanto riguarda i diversi lavoratori autonomi, come liberi professionisti, agenti di commercio e rappresentanti, le regole relative alla deducibilità e detraibilità dell’auto aziendale sono diverse.
Professionisti
La deducibilità è limitata al 20% del costo del veicolo, per un valore del veicolo non superiore ai 18.075,99 euro. L’IVA è detraibile al 40%, salvo utilizzi esclusivi che però devono essere rigorosamente documentati.
Agenti e rappresentanti di commercio
Categoria di professionisti per i quali è prevista la deduzione dell’80% dei costi (entro un limite di 25.822,84 euro) e la detrazione del 100% dell’IVA, a condizione che il veicolo sia utilizzato esclusivamente per finalità lavorative.
Super e iper ammortamento sulle auto aziendali
A partire dal 2020, il super-ammortamento è stato sostituito da un credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali previsto dal Piano Transizione 4.0, poi prorogato e rimodulato fino al 2025. Fino a tale data, i veicoli ad uso strumentale hanno potuto beneficiare del credito d’imposta con aliquote variabili (dal 6% al 20%), in base alla tipologia del bene e all’anno di acquisizione.
A partire dal 1° gennaio 2026 il meccanismo cambia e si torna al principio dell'ammortamento. Infatti, per i nuovi investimenti non è più previsto il credito d’imposta Transizione 4.0, che viene sostituito da un sistema di maggiorazione degli ammortamenti (nuovo super/iper-ammortamento).
Il vantaggio fiscale non si ottiene più tramite compensazione in F24, ma attraverso quote di ammortamento più elevate, ma anche più dilazionate nel tempo. Per riassumere:
- Dal 2020 al 2025 avevi uno sconto diretto sulle tasse;
- A partire dal 1° gennaio 2026, l'acquisto del veicolo abbassa il reddito imponibile su cui vengono calcolate le tasse.
Restano invece invariate le regole per i veicoli ad uso promiscuo, che continuano a non accedere ad agevolazioni dedicate e seguono il regime tradizionale di deducibilità limitata e tassazione tramite fringe benefit.
Auto aziendali ad uso promiscuo
Quando un veicolo aziendale viene assegnato in uso promiscuo a un dipendente, socio o amministratore, (per almeno 183 giorni all’anno) si configura come un fringe benefit, ovvero un compenso in natura che entra a far parte del reddito imponibile (tassabile) del beneficiario.
Tassazione per le auto aziendale ad uso promiscuo
Dal 2025 e confermato anche con la Legge di Bilancio 2026, il sistema di tassazione per il dipendente è stato rimodulato in base alle emissioni di CO₂ del veicolo, in modo da favorire scelte a minor impatto ambientale. Si calcola in questo modo: costo chilometrico ACI del veicolo x 15.000km all’anno.
Il costo chilometrico ACI viene definito ogni anno da Automobile Club d’Italia per tutti i veicoli, mentre i 15.000km all’anno corrispondono ad un valore stimato per legge riguardo l’uso personale dell’auto.
Alla cifra ottenuta da questo calcolo, si calcola poi una percentuale corrispondente alle emissioni di CO₂ per tipologia di veicolo. Tale percentuale sarà l’imponibile effettivo sul reddito del dipendente.
Ecco le relative percentuali in base alle emissioni CO₂ per il calcolo del fringe benefit:
- Fino a 60 g/km di CO₂ → 25% del costo chilometrico annuo ACI
- Da 61 a 160 g/km di CO₂ → 30% del costo chilometrico annuo ACI
- Da 161 a 190 g/km di CO₂ → 50% del costo chilometrico annuo ACI
- Oltre 190 g/km di CO₂ → 60% del costo chilometrico annuo ACI
Per riassumere: Fringe Benefit Annuo dell’auto aziendale = (Costo chilometrico ACI × 15.000) × Percentuale di CO₂.
Per maggiori informazioni, consulata le tabelle ACI sui costi chilometrici.
Auto aziendale per soci e amministratori
Nel caso in cui l’auto sia assegnata a un socio lavoratore o a un amministratore, valgono regole simili, ma con alcune precisazioni:
- Per i soci dipendenti, si applicano le stesse regole previste per i normali lavoratori subordinati;
- Per gli amministratori, il fringe benefit concorre alla formazione del reddito di lavoro autonomo (20% di deducibilità e 40% di detrazione IVA) e può essere tassato in base agli accordi contrattuali e alle specifiche modalità di assegnazione.
Anche e soprattutto in quest’ultimo caso, è fondamentale che l’assegnazione del veicolo sia formalmente prevista in un contratto o atto deliberativo (es. verbale CDA), per evitare contestazioni sul trattamento fiscale.
Detrazione IVA per le auto aziendali
L’IVA relativa all’acquisto, all’importazione, alla locazione, al noleggio o all’utilizzo di autoveicoli aziendali è soggetta a limiti di detraibilità che dipendono dalla natura dell’impiego del veicolo. La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 19-bis1 del DPR 633/1972, che distingue tra utilizzo esclusivo, promiscuo o strumentale.
1. Veicoli ad uso esclusivamente aziendale (strumentali all’attività)
La detrazione dell’IVA è integrale (100%) se il veicolo è utilizzato esclusivamente per l’esercizio dell’attività d’impresa o professionale. È il caso, ad esempio, di:
- Veicoli per trasporto merci (furgoni, camion);
- Auto delle autoscuole, taxi, autonoleggio;
- Veicoli assegnati a reparti di logistica e trasporto.
Condizione essenziale: l’utilizzo esclusivo deve essere dimostrabile con prove oggettive (assenza di uso privato, regolamenti interni, tracciamento GPS, ecc.).
2. Veicoli ad uso promiscuo (aziendale e personale)
Quando il veicolo è concesso in uso promiscuo (es. assegnato a un dipendente o amministratore anche per uso privato), la detrazione dell’IVA è limitata al 40%, indipendentemente dalla percentuale effettiva di utilizzo aziendale.
Questa regola si applica anche in caso di:
- Acquisto o leasing del veicolo;
- Carburante e spese di manutenzione;
- Pedaggi, parcheggi e accessori.
Non è richiesta documentazione specifica a sostegno dell’uso promiscuo: il 40% è una presunzione legale stabilita dall’Agenzia delle Entrate.
Semplifica le trasferte con Tot
Con il conto Tot puoi creare e assegnare carte aziendali fisiche e virtuali da mettere a disposizione del team per spese di trasferta, come carburante, vitto e alloggio.
Una volta effettuato un acquisto con la carta, il dipendente potrà caricare la nota spese sull'app di Tot con un click, scattando la foto allo scontrino e inserendo anche un commento testuale dove spiega la ragione della spesa.
Inoltre, se scegli il piano Smart o XLarge, per tutti gli acquisti effettuati con le carte di debito Tot è previsto un Cashback fino all'1%.
Contenuto aggiornato con la nuova Legge di Bilancio 2026

