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Codice SDI in fattura: cos'è, dove trovarlo

Redazione Tot

28 settembre 2026 • 9 min

Ogni fattura elettronica, per arrivare a destinazione, ha bisogno di un indirizzo. Nel mondo della fatturazione digitale quell'indirizzo è il codice SDI, che nella documentazione ufficiale si chiama codice destinatario. Sono sette caratteri che sembrano un dettaglio, ma se li sbagli la fattura rischia di finire nel posto sbagliato o di non partire affatto.

Codici a 6 o 7 cifre, zeri, X, PEC: le combinazioni sembrano troppe, ma niente panico! Qua trovi una guida chiara e completa sul codice SDI in fattura elettronica nel 2026. Ecco cosa vedremo:

  • cos'è il codice SDI e perché si chiama anche codice destinatario;
  • le differenze tra codice a 7 caratteri, codice univoco ufficio della PA e PEC;
  • quando usare i codici speciali 0000000 e XXXXXXX;
  • dove trovare il codice dei tuoi clienti e come comunicare il tuo;
  • gli errori più comuni che portano allo scarto della fattura.
Se ancora non conosci Tot
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Cos'è il codice SDI della fattura elettronica

Il codice SDI, o codice destinatario, è il codice alfanumerico che indica al Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate a quale "canale" recapitare la fattura elettronica. In pratica, è l'indirizzo di consegna digitale del tuo cliente.

Quando emetti una fattura, il file XML non va direttamente al cliente. Passa prima dallo SdI, che lo controlla e poi lo inoltra al destinatario usando proprio il codice che hai indicato. Se vuoi approfondire come funziona questo passaggio, sempre sul nostro blog trovi la guida al Sistema di Interscambio SdI.

Codice SDI, codice destinatario, codice univoco: sono la stessa cosa?

Sì, nella pratica quotidiana sono sinonimi. Quasi tutti lo chiamano codice SDI, perché è il codice usato dal Sistema di Interscambio, ma il nome tecnico è codice destinatario. Lo sentirai chiamare anche:

  • codice univoco, soprattutto nei rapporti con la Pubblica Amministrazione;
  • codice identificativo del canale o codice intermediario, nella documentazione più tecnica.

È importante sottolineare che il codice destinatario non identifica l'azienda, ma il canale telematico che riceve le fatture. Per questo spesso lo stesso codice è condiviso da tutti i clienti di un software di fatturazione o di un intermediario.

Dove si inserisce il codice SDI in fattura?

Nel file XML il codice va nel campo CodiceDestinatario, all'interno della sezione dei dati di trasmissione. Nei software di fatturazione, invece, di solito lo trovi nell'anagrafica del cliente, accanto a partita IVA, codice fiscale e PEC.

Una volta salvato, il gestionale lo richiama in automatico a ogni nuova fattura. Il consiglio è di verificarlo bene la prima volta: un errore in anagrafica si ripete su tutte le fatture successive.

Dove trovare il codice SDI

Il codice SDI non compare in visura camerale né in un registro pubblico per le imprese private. L'unico modo affidabile per conoscerlo è chiederlo direttamente al cliente.

Come trovare il codice SDI di un cliente

Ecco le strade più comuni per recuperarlo:

  • chiedilo al cliente al momento dell'ordine o della firma del contratto, insieme agli altri dati di fatturazione;
  • controlla la carta intestata, le email o i documenti del cliente: molte aziende indicano il codice SDI nella firma o in fondo ai preventivi;
  • verifica nelle fatture che il cliente ti ha già inviato, se è anche tuo fornitore;
  • per la Pubblica Amministrazione, consulta l'Indice IPA o i documenti d'ordine dell'ente.

Se proprio non riesci ad averlo, per un cliente privato o un'azienda puoi usare 0000000: la fattura sarà comunque valida e sarà messa a disposizione nell'area riservata del cliente. Verso la PA, invece, il codice univoco ufficio è sempre necessario.

Come trovare e comunicare il tuo codice SDI

Il tuo codice SDI è quello del canale che usi per ricevere le fatture: di solito lo trovi nelle impostazioni del tuo software di fatturazione. Se ricevi via PEC, al posto del codice comunicherai il tuo indirizzo PEC.

Un buon consiglio è inserire codice SDI e PEC nella firma email e nei preventivi. Così i fornitori li hanno sempre a portata di mano e riduci il rischio di fatture che non ti arrivano.

La registrazione dell'indirizzo telematico

Nell'area riservata "Fatture e Corrispettivi" puoi registrare il tuo indirizzo telematico, cioè il codice destinatario o la PEC su cui vuoi ricevere tutte le fatture. Una volta registrato, lo SdI consegnerà le fatture a quell'indirizzo anche se il fornitore ha indicato un codice diverso o 0000000.

È un passaggio semplice che ti mette al riparo dagli errori dei fornitori. Se usi un software per la ricezione, conviene farlo subito dopo l'attivazione.

Usi la fatturazione elettronica di Tot? Quando la attivi, ti basta comunicare ai clienti e ai fornitori il tuo nuovo codice destinatario e registrarlo come predefinito sul portale dell'Agenzia delle Entrate. Da quel momento ricevi automaticamente tutte le fatture sul tuo conto Tot.

Come comunicare un nuovo codice SDI se cambi software?

Quando passi a un nuovo software di fatturazione, cambia anche il tuo codice SDI: il codice appartiene al canale di ricezione, non alla tua azienda. È importante sottolineare che il cambio riguarda solo le fatture che ricevi: per quelle che emetti conta il codice SDI dei tuoi clienti, che resta lo stesso.

Per non perdere nessuna fattura durante il passaggio, segui questi passaggi:

  1. Recupera il nuovo codice SDI dal nuovo software, di solito al momento dell'attivazione della fatturazione elettronica.
  2. Aggiorna l'indirizzo telematico nell'area riservata "Fatture e Corrispettivi", sostituendo il vecchio codice con quello nuovo. È il passaggio più importante: da quel momento lo SdI recapita al nuovo codice tutte le fatture a te intestate, anche quelle che riportano ancora il codice vecchio.
  3. Comunica il nuovo codice ai fornitori, con una email a chi ti fattura abitualmente: utenze, affitto, consulenti, piattaforme online, abbonamenti.
  4. Aggiorna i tuoi documenti: firma email, preventivi, ordini e anagrafiche sui portali dei fornitori dove hai inserito i dati di fatturazione.
  5. Non disattivare subito il vecchio servizio: tienilo attivo per qualche settimana, controlla che le nuove fatture arrivino sul nuovo software e scarica l'archivio di quelle già ricevute.

Per riassumere: se registri il nuovo indirizzo telematico, anche i fornitori che non aggiornano l'anagrafica non sono un problema. Comunicare il nuovo codice resta comunque buona pratica, perché mantiene le anagrafiche allineate.

Ecco un esempio di messaggio da inviare ai fornitori:

Gentile fornitore, ti informiamo che dal [data] il nostro codice SDI per la ricezione delle fatture elettroniche è cambiato. Il nuovo codice è [codice SDI]. Gli altri dati di fatturazione restano invariati. Grazie per aggiornare la tua anagrafica.

Passi alla fatturazione elettronica di Tot?
Quando la attivi ti basta comunicare ai fornitori il tuo nuovo codice SDI e registrarlo come predefinito sul portale dell'Agenzia delle Entrate. Da quel momento ricevi automaticamente tutte le fatture sul tuo conto Tot, dove puoi pagarle in un click con riconciliazione automatica.

Le tipologie di codice SDI

Non tutti i codici sono uguali: lunghezza e formato cambiano in base a chi riceve la fattura. Vediamoli uno ad uno nel dettaglio.

Codice a 7 caratteri per aziende e professionisti (B2B)

Nelle fatture tra operatori privati (B2B) il codice SDI è composto da 7 caratteri alfanumerici, ad esempio AB12CD3 (codice di fantasia). Viene rilasciato dall'Agenzia delle Entrate a chi si accredita per ricevere fatture tramite un canale telematico, come i software di fatturazione.

Se il tuo cliente usa un gestionale o una piattaforma per ricevere le fatture, ti comunicherà questo codice.

Codice univoco ufficio a 6 caratteri per la Pubblica Amministrazione (B2PA)

Quando fatturi a un ente pubblico (B2PA) il codice ha 6 caratteri e si chiama codice univoco ufficio. Identifica lo specifico ufficio dell'amministrazione che deve ricevere la fattura, non l'ente nel suo complesso.

Lo trovi nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), consultabile online, oppure nell'ordine o nel contratto ricevuto dall'ente. Nelle fatture verso la PA la PEC non sostituisce il codice univoco ufficio e non si può usare il codice 0000000: se hai dubbi su quale ufficio indicare, chiedilo direttamente all'ente.

PEC come alternativa al codice

Se il cliente non ha un codice destinatario ma ha scelto di ricevere le fatture via PEC, puoi indicare il suo indirizzo PEC nel campo PECDestinatario. In questo caso, nel campo del codice destinatario va inserito 0000000.

Lo SdI consegnerà la fattura alla casella PEC indicata. È una soluzione diffusa tra professionisti e piccole attività che non usano un software dedicato alla ricezione.

Fatturazione elettronica integrata nel tuo conto Tot
Con Tot la fatturazione elettronica è integrata nel conto business: recupera i dati dei clienti dalla rubrica del conto, trasmetti le fatture allo SdI e ricevi in automatico quelle dei fornitori, tutto nello stesso posto in cui gestisci pagamenti e incassi e carte aziendali.

I codici speciali: 0000000 e XXXXXXX

Oltre ai codici "veri", esistono due codici convenzionali che servono a gestire i casi in cui il destinatario non ha un canale di ricezione o si trova all'estero.

Quando usare il codice 0000000

Il codice 0000000 (sette zeri) si usa quando il destinatario non ha comunicato né un codice né una PEC. I casi tipici sono:

  • clienti privati consumatori (B2C), che non hanno partita IVA;
  • operatori in regime forfettario o di vantaggio che non hanno comunicato un canale di ricezione;
  • produttori agricoli in regime di esonero;
  • clienti business che non ti hanno ancora fornito codice o PEC.

In questi casi lo SdI mette la fattura a disposizione del cliente nella sua area riservata "Fatture e Corrispettivi" sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Il cliente però potrebbe non accorgersene, per questo servono due accortezze:

  • ai privati consumatori devi consegnare una copia della fattura, in PDF o cartacea, salvo che il cliente vi rinunci;
  • ai clienti con partita IVA devi comunicare che l'originale è disponibile nella loro area riservata, di solito inviando una copia di cortesia in PDF.

Dal 1° gennaio 2024 i consumatori possono consultare le fatture ricevute nella propria area riservata anche senza aver aderito al servizio di consultazione.

Codice 0000000 e partita IVA del cliente

Anche con il codice a zeri, i dati fiscali del cliente devono essere corretti. Per un privato serve il codice fiscale, per un'attività la partita IVA. Sono questi dati, e non il codice destinatario, a far arrivare la fattura nell'area riservata giusta.

Quando usare il codice XXXXXXX

Il codice XXXXXXX (sette X) si usa per le fatture emesse verso clienti esteri, sia UE sia extra UE, che non hanno un canale di ricezione italiano. In questo caso lo SdI non consegna la fattura a nessuno: la trasmissione serve per comunicare l'operazione al Fisco. Dal 1° luglio 2022, infatti, l'esterometro è stato sostituito dall'obbligo di trasmettere tramite SdI, in formato XML, i dati delle operazioni con soggetti esteri.

Al cliente estero devi quindi consegnare una copia della fattura con le modalità abituali, ad esempio in PDF via email. Per le regole specifiche su IVA e natura delle operazioni con l'estero, il riferimento resta il tuo commercialista.

Errori frequenti e scarto della fattura

Lo SdI esegue una serie di controlli formali prima di consegnare la fattura. Se qualcosa non torna, la fattura viene scartata e ricevi una notifica di scarto con il codice dell'errore.

Gli errori più comuni sul codice SDI

Ecco gli errori che capitano più spesso:

  • codice inesistente o digitato male, ad esempio con una lettera al posto di un numero (la O al posto dello 0 è un classico);
  • codice della lunghezza sbagliata, come un codice a 6 caratteri in una fattura tra privati o viceversa;
  • PEC indicata insieme a un codice diverso da 0000000;
  • codice univoco ufficio non valido o non abilitato alla ricezione, nelle fatture verso la PA.

Cosa fare se la fattura viene scartata

Una fattura scartata si considera non emessa. Hai tempo 5 giorni dalla notifica di scarto per correggerla e ritrasmetterla, preferibilmente con lo stesso numero e la stessa data della fattura originale. In alternativa puoi emetterla con un nuovo numero e una nuova data, facendo riferimento alla fattura scartata.

Per riassumere: controlla il codice di errore nella notifica, correggi il dato in anagrafica e reinvia. Se lo scarto riguarda aspetti fiscali più delicati, meglio un confronto con il commercialista.

Fattura consegnata al codice sbagliato

Diverso è il caso in cui il codice esiste ma non è quello del cliente. Se il cliente ha registrato il proprio indirizzo telematico, lo SdI gli consegna comunque la fattura all'indirizzo registrato. Altrimenti la fattura viene recapitata al canale indicato e risulta comunque emessa.

In questo caso il cliente con partita IVA può ritrovarla nella propria area riservata "Fatture e Corrispettivi", se ha aderito al servizio di consultazione. Ti basta avvisarlo, inviargli una copia e aggiornare il codice per le fatture successive.

Semplifica la fatturazione elettronica con Tot

Codici, anagrafiche, notifiche SdI e riconciliazione dei pagamenti: gestire le fatture su strumenti separati significa passare molto tempo a copiare dati da una schermata all'altra. Con Tot la fatturazione elettronica è integrata nel tuo conto aziendale online ed è inclusa nel canone, con un numero di fatture annue che cresce con il piano: fino a 720 fatture all'anno.

Ecco tutti i vantaggi di Tot per chi fattura:

  • Fatturazione elettronica inclusa: emetti fatture in XML e le trasmetti tramite SdI direttamente dal conto, senza abbonamenti a software esterni;
  • Ricezione automatica: le fatture dei fornitori arrivano da SdI direttamente su Tot;
  • Tutti i documenti che ti servono: proforma in pochi click, note di credito collegate alla fattura originale, autofatture per il reverse charge e fatture verso clienti esteri;
  • Dati dei clienti già pronti: li recuperi dalla rubrica del conto, senza ricopiarli ogni volta;
  • Riconciliazione automatica delle fatture: paghi le fatture in un click e l'abbinamento con il pagamento è automatico;
  • Un conto con IBAN italiano, aperto completamente online e in autonomia;
  • Operazioni incluse nel canone tra bonifici istantanei, F24, pagoPA, RiBa e SDD, in numero crescente in base al piano;
  • Una carta di credito Visa Business sempre inclusa e le carte virtuali e fisiche per il tuo team;
  • Strumenti integrati per la gestione amministrativa e per la gestione note spese;
  • Con gli accessi per il team puoi dare accesso al conto al tuo commercialista, che può riconciliare le fatture e scaricare in autonomia il file già pronto per la prima nota;
  • Trasparenza: un canone mensile fisso e costi chiari per ogni piano, che trovi nella pagina prezzi.
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Articolo aggiornato a settembre 2026. Per la situazione specifica della tua attività, consigliamo di consultare il tuo commercialista.

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