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FAIR ENOUGH semplifica la gestione contabile grazie a Tot

Redazione Tot

11 giugno 20265 min

Nessuno può raccontare Tot meglio dei nostri clienti.

Qua trovi l'intervista a Roberto Tortia, CEO di Fair Enough, il brand che si occupa di realizzare capi di abbigliamento custom e merchandising per il B2B e per il sociale, con la sostenibilità della filiera come stella polare.

Scopri in questo articolo come Tot ha semplificato la gestione finanziaria e amministrativa della loro azienda, permettendogli di focalizzarsi su ciò che conta davvero: la crescita del business.

Una giornata lavorativa al mese guadagnata
Grazie all'accesso diretto al conto per il commercialista e alla facilità di reperire movimenti e fatture, Tot ha permesso a FAIR ENOUGH di risparmiare due ore di lavoro alla settimana, che erano dedicate ad attività amministrative e di gestione contabile.

Com'è nata FAIR ENOUGH e di cosa si occupa?

FAIR ENOUGH è nata nel 2020, inizialmente come side project, con l'idea di portare nel settore dell'abbigliamento un modello più responsabile dal punto di vista ambientale e sociale.

Oggi aiutiamo aziende, fondazioni, enti, associazioni e organizzazioni a realizzare capi di abbigliamento e accessori personalizzati con un impatto concreto. Lavoriamo soprattutto nel B2B: t-shirt, felpe, shopper, merchandising per eventi, divise, welcome kit e prodotti customizzati.

La differenza rispetto a un normale fornitore di merchandising è che cerchiamo di tenere insieme tre elementi fondamentali:

  • Qualità estetica;
  • Sostenibilità dei materiali;
  • Impatto sociale.

I capi sono realizzati con materiali organici, riciclati o comunque selezionati secondo criteri di responsabilità, mentre le personalizzazioni vengono realizzate tramite collaborazioni con realtà che coinvolgono persone detenute o ex detenute, creando opportunità di lavoro e formazione.

Negli anni FAIR ENOUGH è cresciuta in modo organico, principalmente grazie al passaparola e alla fiducia dei clienti. Oggi è la mia attività principale e il mio obiettivo è farla crescere senza snaturarla: non solo aumentare il fatturato, ma costruire un'azienda solida, responsabile e capace di generare impatto vero e più opportunità di lavoro per persone detenute o ex detenute.


Prima di Tot, com'era la gestione finanziaria e amministrativa della tua attività?

Prima di Tot la gestione era molto più macchinosa.

Come spesso succede nelle piccole imprese, la parte amministrativa era un mix di conto aziendale tradizionale, fogli Excel, fatture da controllare manualmente, bonifici da riconciliare, documenti da scaricare e girare al commercialista.

"Il problema non era solo "fare i pagamenti", ma avere una visione chiara e veloce di cosa stava succedendo: incassi, uscite, fornitori, movimenti, costi ricorrenti, pagamenti da controllare."

Ogni controllo richiedeva più passaggi del necessario, soprattutto per recuperare contabili, verificare pagamenti o ricostruire movimenti. Ora invece anche il nostro commercialista ha accesso a Tot e il flusso è molto più semplice.


Qual era la frustrazione più grossa nella relazione con il tuo conto aziendale?

"La frustrazione principale era la sensazione che il conto aziendale fosse pensato più per "custodire denaro" che per aiutarmi davvero a gestire l'azienda."

Con un conto tradizionale spesso ogni operazione semplice diventa lenta: interfacce poco intuitive, procedure poco snelle, costi non sempre immediatamente leggibili, tempi lunghi per trovare un documento o ricostruire un pagamento.

Per un piccolo imprenditore, il problema non è solo la commissione in sé, ma il tempo mentale che perdi.

Se devo impiegare 20 minuti per capire un movimento, scaricare una contabile o ricostruire un pagamento, moltiplicato per decine di movimenti al mese, allora diventa un costo reale.

A occhio, prima di Tot perdevo tranquillamente diverse ore al mese solo in attività amministrative inutilmente complicate: cercare documenti, controllare bonifici, ricostruire movimenti, passare informazioni al commercialista, verificare pagamenti. Non era un costo enorme in termini assoluti, ma era molto frustrante perché mi toglieva tempo da attività più importanti: vendite, clienti, prodotto, strategia.


Da quando usi Tot, cosa è cambiato concretamente nella tua operatività?

La cosa principale è che Tot mi ha davvero semplificato la gestione quotidiana del mio business.

Ora ho una visione più immediata del conto, dei movimenti e delle operazioni. Riesco a trovare più velocemente quello che mi serve e a gestire meglio la parte amministrativa, senza sentirmi ogni volta dentro un sistema pensato per aziende molto più grandi e con molta più burocrazia.

"Per me la differenza concreta è questa: Tot è più vicino al modo in cui lavora davvero una piccola impresa."

Non ho bisogno di mille funzionalità complesse, ma di strumenti chiari, veloci e leggibili. Devo poter capire cosa è entrato, cosa è uscito, trovare un movimento, fare un bonifico, recuperare una contabile, gestire i pagamenti e condividere le informazioni con chi segue la contabilità.

Un esempio pratico: quando devo controllare un pagamento di un cliente o verificare se un fornitore è stato saldato, riesco a farlo molto più velocemente. Prima dovevo entrare nell'home banking, cercare tra movimenti poco leggibili, scaricare documenti, rinominare i file e girarli manualmente. Ora è tutto più immediato.

Come stima, direi che Tot mi fa risparmiare almeno 1-2 ore a settimana, tra controllo movimenti, ricerca documenti, gestione pagamenti e attività amministrative collegate. Su base mensile vuol dire diverse ore recuperate, che per una piccola azienda fanno la differenza.


Se dovessi spiegare a un altro imprenditore perché Tot è diversa da un conto tradizionale, cosa gli diresti?

"Direi che Tot è diversa perché è progettata partendo dai problemi reali di chi gestisce una piccola impresa."

Una banca tradizionale ti dà un conto. Tot ti dà uno strumento di lavoro.

La differenza è sottile ma importante. Con un conto classico hai spesso la sensazione di doverti adattare tu al sistema: procedure, schermate, linguaggio, documenti, passaggi. Con Tot invece la gestione è più naturale, più vicina al flusso quotidiano di un imprenditore.

Per me un buon conto business non deve solo permettermi di fare bonifici. Deve aiutarmi a:

  • Capire velocemente la situazione;
  • Ridurre il tempo perso;
  • Trovare documenti e movimenti;
  • Collaborare meglio con commercialista e team;
  • Avere meno frizione sulle attività amministrative.

Tot per una realtà come la nostra, una piccola impresa in crescita con tanti fornitori, tanti clienti B2B, molte operazioni diverse e bisogno di controllo senza burocrazia inutile, fa tutto questo meglio di un conto tradizionale.

E non è solo qualcosa che direi a livello ipotetico, ho davvero parlato così di Tot a tanti colleghi imprenditori!


Tot e FAIR ENOUGH: da clienti a partner

"Oltre allo strumento in sé, per me ha contato molto il rapporto con Tot: risposte rapide, chiarimenti immediati, feedback ascoltati e supporto concreto quando serviva."

Poi da una mezza battuta Tot è diventata anche nostra cliente, e oggi siamo orgogliosi di essere reciprocamente clienti e fornitori, aiutandoli a generare un impatto positivo attraverso i prodotti che realizziamo insieme.

Non è solo una questione di comodità: se i movimenti sono chiari, i documenti si trovano facilmente e anche il commercialista può accedere alle informazioni, diventa più semplice analizzare ogni mese come sta andando l'azienda, capire dove stanno andando i soldi e prendere decisioni migliori.

Per una piccola impresa in crescita, questa chiarezza fa davvero la differenza.

Ho anche potuto partecipare a Tot Circle, che per me è stato un momento molto utile, non solo di networking, ma di confronto concreto con altri imprenditori. È stato interessante confrontarsi con persone che vivono sfide simili — gestione del tempo, amministrazione, crescita, organizzazione interna — e portarsi a casa spunti pratici applicabili anche nella quotidianità di FAIR ENOUGH.


Articolo pubblicato nella rubrica Tot Ambassador Stories. Le opinioni espresse sono quelle di Roberto Tortia, CEO di Fair Enough.