Introduzione
Fondo Impresa Femminile di Invitalia: come funziona e alternative nel 2026
Stai per avviare un'impresa e cerchi finanziamenti dedicati all'imprenditoria femminile?
Il primo nome che salta fuori è quasi sempre il Fondo Impresa Femminile di Invitalia. Il problema è che online si trovano informazioni vecchie, contraddittorie o semplicemente sbagliate. Allora facciamo chiarezza: in questa guida trovi tutto quello che c'è da sapere sul Fondo Impresa Femminile nel 2026:
- Cos'è e chi lo gestisce;
- Chi può accedere e quali sono i requisiti di un'impresa femminile;
- Come funzionano le agevolazioni per le nuove imprese e per quelle già attive;
- Qual è lo stato degli sportelli oggi per fare domanda;
- Quali alternative sono aperte per chi vuole partire adesso.
Cos'è il Fondo Impresa Femminile
Il Fondo Impresa Femminile è una misura nazionale nata per sostenere la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne. È promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ed è gestita operativamente da Invitalia, l'Agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa.
Il Fondo è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2021 e reso operativo dal decreto interministeriale del 30 settembre 2021, con risorse in gran parte del PNRR. La dotazione complessiva era di circa 298,8 milioni di euro, divisi tra nuove imprese e imprese già attive.
Per riassumere: è uno strumento che combinava contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per coprire una parte degli investimenti necessari ad avviare o far crescere un'impresa femminile.
Fondo impresa femminile: accetta nuove domande?
È importante sottolineare subito un punto fondamentale. Gli sportelli del Fondo sono chiusi dal 2022 per esaurimento delle risorse:
- 20 maggio 2022 per le nuove imprese (o imprese costituite da meno di 12 mesi);
- 8 giugno 2022 per le imprese attive da almeno 12 mesi.
Le risorse aggiunte con i decreti successivi (ottobre 2023 e agosto 2024) sono servite a finanziare le domande già presentate nel 2022, non a riaprire i termini. Ad oggi non risulta alcun avviso ufficiale di riapertura.
Perché allora vale la pena capire come funziona?
Perché è un riferimento utile per orientarsi tra le misure dedicate all'imprenditoria femminile. E perché, in caso di riapertura, i tempi sarebbero strettissimi: nel 2022 le risorse per le nuove imprese si sono esaurite in poche ore, già il giorno di apertura dello sportello. Chi arriva preparata, con società costituita e progetto pronto, parte avvantaggiata.
Chi può accedere: i requisiti di un'impresa femminile
Il Fondo si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione con sede in Italia, purché rientrino nella definizione di impresa femminile. Ecco cosa prevedeva la norma:
- società cooperative e società di persone con almeno il 60% di socie donne;
- società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne;
- imprese individuali con titolare donna;
- lavoratrici autonome con partita IVA.
Potevano accedere anche le persone fisiche che si impegnavano a costituire una nuova impresa femminile dopo l'ammissione alle agevolazioni.
I settori ammessi erano ampi: industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo.
Quale forma societaria scegliere
La scelta della forma giuridica incide su requisiti, governance e sulla possibilità di accedere a bandi diversi. Una SRL con compagine interamente femminile, per esempio, può accedere a misure che una ditta individuale non può usare, e viceversa.
Se stai valutando di aprire una SRL online o di partire come ditta individuale, conviene ragionarci con il tuo commercialista prima di guardare ai bandi, non dopo.
Vuoi capire come costituire la tua società senza perderti nella burocrazia? È esattamente il tema dei workshop di Tot.Circle.
Come funzionano le agevolazioni del Fondo Impresa Femminile?
Il Fondo prevedeva due linee di intervento distinte, in base all'anzianità dell'impresa. Vediamole una ad una nel dettaglio.
Linea 1: avvio di nuove imprese
Riguardava le imprese costituite da meno di 12 mesi o ancora da costituire. I programmi di investimento potevano arrivare fino a 250.000 euro ed erano coperti con un contributo a fondo perduto:
- per programmi fino a 100.000 euro: contributo pari all'80% delle spese, fino a un massimo di 50.000 euro (la percentuale saliva al 90% per le donne disoccupate che avviavano un'impresa individuale o un'attività da lavoratrice autonoma);
- per programmi tra 100.000 e 250.000 euro: contributo pari al 50% delle spese, fino a un massimo di 125.000 euro.
Alle nuove imprese erano riservati anche servizi di assistenza tecnico-gestionale per la fase di avvio.
Linea 2: sviluppo di imprese già attive
Riguardava le imprese costituite da almeno 12 mesi. I programmi potevano arrivare fino a 400.000 euro e l'agevolazione combinava contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero, con una ripartizione che variava in base all'anzianità dell'impresa (tra 12 e 36 mesi oppure oltre 36 mesi).
- Copertura fino all'80% delle spese ammissibili;
- agevolazione massima pari a 320.000 euro;
- finanziamento a tasso zero rimborsabile in un massimo di 8 anni.
Le spese ammissibili
Le spese finanziabili erano quelle tipiche di un programma di avvio o crescita:
- immobilizzazioni materiali, come impianti, macchinari e attrezzature;
- immobilizzazioni immateriali, come software, brevetti e licenze;
- servizi cloud funzionali al progetto;
- personale dipendente assunto dopo la presentazione della domanda;
- capitale circolante fino al 20% del programma (25% per le imprese attive da oltre 36 mesi).
Come si presentava la domanda al Fondo Impresa Femminile?
La procedura era interamente online, sulla piattaforma di Invitalia. Ecco i passaggi principali:
- Accesso con SPID (o CNS/CIE) e firma digitale del legale rappresentante;
- Compilazione della domanda con il business plan e il programma di investimento, nelle settimane precedenti all'apertura dello sportello;
- Invio della domanda dal giorno di apertura dello sportello, con istruttoria in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse;
- Valutazione di merito del progetto da parte di Invitalia, con un punteggio minimo da raggiungere per l'ammissione;
- In caso di esito positivo, firma del provvedimento di concessione ed erogazione per stati di avanzamento lavori (SAL).
Il punto chiave è il secondo. Con risorse esaurite in poche ore, era avvantaggiato chi aveva già pronti business plan, preventivi e documenti societari prima dell'apertura dello sportello.
Le alternative al Fondo Impresa Femminile per chi vuole partire adesso
Il Fondo è chiuso, ma ci sono altre misure gestite da Invitalia con condizioni dedicate o accessibili anche alle imprese femminili. Ecco le principali da conoscere.
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
È rivolta a micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi con soci e quote in maggioranza in capo a giovani tra 18 e 35 anni o a donne di qualsiasi età. Finanzia fino al 90% delle spese ammissibili con un finanziamento a tasso zero, per programmi fino a 1,5 milioni di euro (imprese con meno di 36 mesi) o fino a 3 milioni di euro (imprese tra 36 e 60 mesi). Dal 1° luglio 2026 le risorse per il contributo a fondo perduto sono esaurite: le nuove domande ottengono solo il finanziamento agevolato.
Smart&Start Italia
Pensata per le startup innovative costituite da non più di 60 mesi, finanzia piani di impresa tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro con un finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili. Per le startup con compagine interamente composta da donne e/o under 36 la copertura sale al 90%.
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
Sono le misure per chi ha meno di 35 anni e vuole mettersi in proprio, divise per area geografica: Resto al Sud 2.0 per le regioni del Mezzogiorno, Autoimpiego Centro-Nord per il resto d'Italia. Prevedono voucher e contributi a fondo perduto per l'avvio e richiedono specifiche condizioni occupazionali (ad esempio essere disoccupate, inattive o beneficiarie del programma GOL). Non sono riservate alle donne, ma sono tra le opzioni più accessibili per chi parte da zero.
Ogni misura ha requisiti, finestre e documenti diversi. Prima di candidarti, verifica sempre il bando aggiornato sul sito di Invitalia e confrontati con il tuo commercialista.
Prima del bando, le basi: perché la preparazione conta
Con il Fondo Impresa Femminile, come con qualsiasi altro incentivo a sportello, parte avvantaggiato chi è già pronto quando il bando apre. Questo vuol dire avere:
- una società costituita con la forma giuridica giusta e una compagine coerente con i requisiti;
- un business plan solido, con numeri realistici;
- un conto aziendale online dedicato, su cui far transitare le spese da rendicontare;
- una rete di persone (founder, professionisti, mentor) a cui chiedere consiglio.
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Articolo aggiornato a ottobre 2026. Per la situazione specifica della tua attività, consigliamo di consultare il tuo commercialista. Fonti: MIMIT, Invitalia.

