Introduzione
Buoni carburante per i dipendenti: cosa e sono e gestione fiscale 2026
Vuoi mettere a disposizione dei tuoi dipendenti i buoni carburante? In questo articolo vediamo cosa sono e la gestione fiscale di questo benefit.
Ah, se ancora non conosci Tot, siamo una piattaforma per la gestione finanziaria dei business che ti offre in un'unica soluzione e unico canone:
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Buoni carburante per i dipendenti: cosa sono
I buoni carburante per i dipendenti sono voucher fisici o digitali, che permettono di fare rifornimento in modo semplice presso le stazioni di servizio convenzionate, inclusa la ricarica di veicoli elettrici.
Come funzionano
L’azienda acquista il buono da un fornitore autorizzato o provider di welfare aziendale (come Eni, IP, Q8, Edenred, ecc.) e lo consegna periodicamente al lavoratore (in genere su base mensile), sotto forma di voucher digitale o fisico da utilizzare nelle stazioni di servizio convenzionate.
Al momento del rifornimento, il beneficiario utilizza il buono che viene scalato dell’importo del carburante acquistato. Se rimane un residuo non usato, l’eccedenza resta disponibile per usi successivi, fino alla scadenza del buono (se prevista).
Vantaggi dei buoni carburante per aziende e dipendenti
Uno dei motivi per cui si usano i buoni carburante è il loro trattamento fiscale favorevole. Infatti rientrano a pieno titolo tra i fringe benefit che un’azienda può mettere a disposizione dei dipendenti.
Per tale ragione sono soggetti alle stesse regole e vantaggi fiscali che si applicano ai fringe benefit:
Fino a una certa soglia non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore e quindi non sono tassati né soggetti a contributi previdenziali;
L’azienda può dedurre il costo dei buoni come spesa aziendale;
Se la soglia viene superata anche di 1 €, l’intero valore diventa imponibile (cioè tassato come reddito da lavoro dipendente).
Limiti di esenzione con la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato, anche per il periodo d’imposta 2026, le soglie di esenzione già previste negli anni precedenti.
Questo significa che i buoni carburante e gli altri fringe benefit restano esentasse entro i seguenti limiti:
1.000 € all’anno per i lavoratori senza figli a carico;
2.000 € all’anno per chi ha figli fiscalmente a carico.
Attenzione però: tali limiti fanno riferimento alla totalità dei fringe benefit erogabili per un dipendenti. Se la somma totale di tutti i benefit (buoni carburante, buoni pasto…ecc) supera il limite, l’intero importo costituisce reddito imponibile per il dipendente.
Se vuoi approfondire tutto il tema della gestione fiscale dei fringe benefit, consulta la nostra guida completa, sempre sul blog di Tot.
Differenza tra buoni carburante e carte carburante
Anche se sembrano simili, buoni carburante e carte carburante non sono la stessa cosa.
Entrambi servono a pagare il carburante, ma nascono per esigenze diverse:
Buoni carburante: sono voucher prepagati, ideali come benefit per i dipendenti o premi aziendali. Non sono collegati a un veicolo o a una persona specifica e di solito non generano fattura. Costituiscono un benefit in natura per il dipendente (fringe benefit) e non un rimborso spese in senso tecnico.
Carte carburante: sono strumenti di pagamento aziendali veri e propri, intestati all’azienda o al veicolo. Servono per gestire le spese di rifornimento, ricevere fatture elettroniche e detrarre l’IVA. Sono molto usate nelle aziende con flotte o per chi viaggia spesso per lavoro.
In sintesi: i buoni sono un bonus per i dipendenti, le carte sono uno strumento di gestione per l’impresa. Entrambi utili, ma con obiettivi diversi.
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Il tutto lo puoi fare direttamente dall’app in pochi click: se la carta è virtuale sarà subito disponibile, se invece ne richiedi una fisica, in pochi giorni arriva direttamente all’indirizzo specificato.
Contenuto aggiornato con la nuova Legge di Bilancio 2026
