Introduzione
Legge di Bilancio 2026: novità per aziende e professionisti
Il 1° di gennaio 2026 è entrata in vigore la nuova Legge di Bilancio e se ti stai chiedendo quali siano i vantaggi fiscali per imprese e lavoratori, sei nel posto giusto.
In questo articolo trovi tutte le principali novità della Legge di Bilancio 2026, spiegate in un linguaggio che non devi essere un dottore commercialista per capirci qualcosa.
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Cos’è la Legge di Bilancio e come funziona?
Piccolo inserto “di teoria”:
La legge di Bilancio è lo strumento con cui lo Stato stabilisce le modalità in cui raccogliere e spendere le risorse pubbliche, ovvero i soldi dei contribuenti.
In particolare, serve a definire:
le entrate, come tasse, imposte e contributi;
le spese pubbliche, come sanità, scuola, pensioni, stipendi pubblici, bonus e investimenti;
gli obiettivi economici da perseguire, come deficit, debito e crescita.
Come funziona la Legge di Bilancio e perché è così importante?
La legge di Bilancio funziona su base annuale. Viene proposta dal Governo e poi passa al Parlamento, che la discute, la modifica e la deve approvare entro il 31 dicembre, per poi entrare in vigore a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se questo non succede, scatta il cosiddetto “esercizio provvisorio”, cioè lo Stato può spendere solo lo stretto indispensabile per andare avanti. Una situazione temporanea e piuttosto limitante.
La Legge di Bilancio è di centrale importanza, in quanto al suo interno confluiscono molte decisioni economiche fondamentali, come:
Nuove tasse o modifiche a quelle esistenti;
Bonus e agevolazioni per privati cittadini, imprese e professionisti;
Tagli o aumenti di spesa pubblica in determinati settori;
Riforme di vario genere che hanno effetti diretti sulla vita quotidiana.
Vediamo adesso tutte le principali novità della Legge di Bilancio 2026 per imprese, professionisti e lavoratori.
Legge di Bilancio 2026: le principali novità
La Legge di Bilancio 2026 prosegue in continuità con le manovre degli anni precedenti, ma introduce anche alcune novità che incidono in modo concreto sulla gestione fiscale, previdenziale e amministrativa di imprese e lavoratori.
L’obiettivo è quello di incentivare il welfare, la previdenza complementare e il potere d’acquisto. Ecco un breve riassunto delle novità più significative:
Sintesi delle novità della Legge di Bilancio 2026
Nuovo meccanismo di destinazione del TFR: per i neoassunti del settore privato, il TFR confluisce nella previdenza complementare, in assenza di scelta esplicita entro 60 giorni;
Conferma e proroga delle soglie sui Fringe Benefit: esenzione fino a 1.000 € per i lavoratori senza figli a carico e fino a 2.000 € per chi ha figli fiscalmente a carico, prorogata fino al 2027;
Aumento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici da 8€ a 10€;
Obbligo generalizzato di tracciabilità dei pagamenti per la deducibilità di spese aziendali;
Tassazione agevolata sui premi produttività all’1 % fino a 5.000 €;
Riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito.
Regimi forfettari: la Legge di Bilancio 2026 prosegue in continuità con il 2025, senza sostanziali novità.
TFR: novità in materia di previdenza complementare
Una delle novità più importanti della Legge di Bilancio 2026 riguarda il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), con l’obiettivo di incentivare l’accantonamento dei contributi verso fondi pensionistici complementari e aumentare la copertura previdenziale dei dipendenti nel settore privato.
Di fatto, vi è un’inversione del principio del silenzio-assenso.
Se prima il TFR rimaneva in azienda, salvo esplicita volontà del lavoratore, ora deve essere versato verso fondi pensionistici complementari, a meno che il neoassunto non esprima la volontà di tenere la cifra in azienda o di versarla in altri fondi.
Come funziona il nuovo meccanismo del TFR?
Dal 2026, solo per i neoassunti nel settore privato, il TFR confluisce automaticamente in un fondo pensione complementare, in assenza di scelta esplicita del lavoratore entro i 60 giorni dall’assunzione (principio del silenzio-assenso). Il lavoratore può comunque decidere di lasciare il TFR in azienda o trasferirlo ad un fondo alternativo, ma deve comunicare la scelta entro i termini previsti.
Tale obbligo riguarda le imprese con più di 50 dipendenti e pone maggiore attenzione nella gestione del cash flow aziendale, in quanto vi è la concreta possibilità che molti TFR non restino più in azienda fino al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Novità relative a Welfare e Fringe Benefit
La Legge di Bilancio 2026 conferma il ruolo centrale dei Fringe Benefit fino al 2027. In particolare, restano valide le seguenti soglie di esenzione fiscale:
1.000 € annui per i lavoratori senza figli fiscalmente a carico;
2.000 € annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico, a condizione che il dipendente ne dia comunicazione al datore di lavoro.
Entro questi limiti, i Fringe Benefit non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non sono soggetti a tassazione né a contribuzione previdenziale. È importante ricordare che le soglie si riferiscono al valore complessivo di tutti i Fringe Benefit erogati e che, se si supera la soglia anche di un solo euro, l’intera somma diventa imponibile.
Se vuoi approfondire, abbiamo dedicato un articolo ai Fringe Benefit 2026.
Aumento della soglia di esenzione per i buoni pasto
Una delle novità più significative della Legge di Bilancio 2026 riguarda i buoni pasto elettronici, con un aumento del limite di esenzione fiscale.
Da quest’anno, i buoni pasto elettronici fino a 10 € al giorno non concorrono alla formazione del reddito del dipendente e non sono soggetti a tassazione. In precedenza il limite era fissato a 8€ al giorno. Questa misura rende i buoni pasto elettronici ancora più vantaggiosi come strumento di welfare aziendale.
Obbligo di tracciabilità dei pagamenti
A partire dalla Legge di Bilancio del 2025, la deducibilità delle spese aziendali è subordinata all’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili, come bonifici e carte aziendali. La Legge di Bilancio 2026 prosegue in questo senso. I punti chiave sono:
Ambito di applicazione: l’obbligo riguarda le spese operative, le spese di trasferta (vitto, alloggio, trasporti) e le spese di rappresentanza;
Esclusione dei pagamenti in contanti: le spese pagate in contanti non sono deducibili;
Allineamento tra imprese e lavoratori autonomi: la norma uniforma il trattamento fiscale di dipendenti, professionisti e imprese, riducendo le differenze interpretative;
Importanza della corretta gestione documentale: ricevute e fatture restano necessarie, ma devono essere sempre collegate a un pagamento tracciato.
Uno dei punti più dibattuti riguarda il tema delle spese aziendali effettuate all’estero: in questo caso non è ancora chiaro se l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti sia effettivo, ma rimane comunque una buona pratica per avere certezza di poter dedurre le varie spese sostenute.
Se vuoi approfondire, abbiamo dedicato un articolo ai costi deducibili per le imprese, nel 2026.
Tassazione agevolata sui premi produttività
La Legge di Bilancio 2026 introduce la tassazione agevolata per bonus e premi produttività, applicando un’aliquota ridotta dell’1 % fino a un massimo di 5.000 €. Questo intervento è un incentivo alle imprese per premiare i dipendenti in base alle performance, aumentando il loro potere d’acquisto
Riduzione dell’aliquota IRPEF
La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità importante per i lavoratori: ovvero la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per il secondo scaglione di reddito.
Questo intervento interessa milioni di lavoratori, consentendogli di trattenere una quota maggiore del proprio reddito e aumentando, di conseguenza, il potere d’acquisto. Per secondo scaglione si fa riferimento alla fascia di reddito compresa tra i 28.000€ e i 50.000€.
