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Imposta sostitutiva: guida al calcolo per forfettari

Redazione Tot

29 dicembre 20255 min

Se hai aperto la Partita IVA in regime forfettario, probabilmente lo hai fatto anche per la semplicità nella gestione fiscale e per la tassazione agevolata di questa formula.

L’elemento centrale del regime forfettario, infatti, è l’imposta sostitutiva: un’unica imposta che prende il posto di diverse tasse previste negli altri regimi fiscali e che rende il calcolo degli obblighi fiscali più semplice e prevedibile. 

In questa guida vedremo cos’è l’imposta sostitutiva, perché si chiama così, come si calcola e quando e come deve essere pagata. 

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Cos’è l’imposta sostitutiva nel regime forfettario

L’imposta sostitutiva è l’imposta principale dovuta da chi aderisce al regime forfettario. Il termine “sostitutiva” deriva proprio dal fatto che sostituisce più imposte che, nei regimi ordinario e semplificato, vengono calcolate separatamente. 

Nel dettaglio, l’imposta sostitutiva sostituisce:

  • IRPEF;

  • addizionali regionali e comunali;

  • IRAP.

Chi è in regime forfettario, inoltre, non applica l’IVA in fattura, non versa l’IVA allo Stato e non può detrarre l’IVA sugli acquisti effettuati per la propria attività.

Attenzione

L’imposta sostitutiva non include i contributi previdenziali, che restano sempre dovuti all’INPS o alla propria Cassa professionale.

Qual è l’aliquota dell’imposta sostitutiva

Per aliquota si intende la percentuale di imposta che viene applicata al reddito imponibile, necessaria per il calcolo delle tasse che si deve pagare allo Stato. Questa percentuale imponibile sul fatturato (aliquota) dipende dall’anzianità dell’attività e dal rispetto di specifici requisiti.

  •  L’aliquota ordinaria è fissata al 15% del fatturato;

  • Per i primi cinque anni di attività, l’aliquota applicabile sul fatturato scende al 5%

Per l’aliquota al 5% nei primi cinque anni è necessario mantenere determinati prerequisiti:

  • Non si deve aver esercitato la stessa attività nei tre anni precedenti; 

  • Non si sta proseguendo un’attività svolta in precedenza come lavoratore dipendente;

  • Non si sta subentrando ad un’attività già avviata;

  • Infine, non si deve superare il limite di fatturato annuo di 85.000 €. Il superamento di tale soglia comporta l’uscita dal regime forfettario e la perdita dell’imposta sostitutiva, indipendentemente dall’aliquota applicata.

L'aliquota ridotta al 5% costituisce uno dei principali vantaggi per chi apre una nuova Partita IVA in regime forfettario.

Come si calcola l’imposta sostitutiva (passo dopo passo)

Nel regime forfettario l’imposta sostitutiva non si calcola direttamente sul fatturato, ma su un reddito imponibile determinato, appunto, in modo forfettario.
Per arrivare all’importo dell’imposta da pagare è importante distinguere due passaggi diversi:

  1. il calcolo del reddito tramite il coefficiente di redditività;

  2. l’applicazione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva.

Vediamo tutti i passaggi fondamentali per il calcolo dell’imposta sostitutiva da pagare

1. Ricavi o compensi incassati

Si parte dalla somma di tutti i compensi effettivamente incassati durante l’anno.

2. Il coefficiente di redditività: come si determina il reddito

Ogni attività in regime forfettario ha un coefficiente di redditività, stabilito dalla legge in base al codice ATECO. Tale coefficiente serve a calcolare quale parte del fatturato costituisce reddito. 

Nella pratica, lo Stato presume in modo forfettario i costi dell’attività e considera imponibile solo una percentuale dei ricavi. Non si tratta di un’imposta, ma di un modo per stabilire quanto dei guadagni annui costituisce reddito effettivo e quanto invece sono spese vive di mantenimento. 

Questo calcolo delle spese sostenute viene fatto in modo forfettario appunto, mentre negli altri regimi fiscali il calcolo delle spese deducibili e detraibili avviene in modo puntuale. 

Nota bene

Per la maggior parte dei liberi professionisti il coefficiente di redditività è stimato al 78%, ma può variare in base all’attività svolta.

3. Calcolo del reddito imponibile

Il reddito imponibile si calcola con la seguente formula:

[ (Ricavi × coefficiente di redditività) − contributi previdenziali versati ]

I contributi previdenziali obbligatori sono integralmente deducibili e riducono la base imponibile se effettivamente versati nell’anno di riferimento.

4. Applicazione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva

Solo dopo aver determinato il reddito imponibile si applica l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che può essere:

  • 5% (per i primi cinque anni, se si rispettano i requisiti visti in precedenza);

  • 15% (aliquota ordinaria).

Questa è la percentuale che determina l’importo finale dell’imposta da pagare.

Esempio pratico di calcolo dell’imposta sostitutiva

Vediamo un esempio pratico per il calcolo dell’imposta sostitutiva, i numeri sono indicativi per un’attività da freelance nei primi 5 anni con aliquota al 5%.

  • Ricavi incassati nell’anno: 30.000 €

  • Coefficiente di redditività: 78%

  • Contributi previdenziali versati: €4.000

  • Aliquota dell’imposta sostitutiva: 5%

Reddito lordo forfettario: (30.000 € (ricavi annui) × 78% (coefficiente di redditività)) - 4000€ (contributi previdenziali versati) = 19.400 €

Per il calcolo dell’imposta sostitutiva sul reddito applico infine l’aliquota al 5%: 19.400 € x 5% = 970 €. Questa sarà la cifra da versare allo stato. 

Nota bene

Il calcolo dell’imposta sostitutiva può essere fatto in autonomia, anche se molti liberi professionisti e freelance scelgono di affidarsi ad un commercialista per la gestione fiscale della propria attività. 

Con Tot è possibile dare accesso al conto al proprio commercialista in modo da delegare la gestione fiscale dell'attività: il commercialista potrà accedere direttamente al conto, scaricare l’estratto conto e predisporre i vari pagamenti F24, con la massima semplicità.

Quando si paga l’imposta sostitutiva: saldo e acconti

Il pagamento dell’imposta sostitutiva avviene esclusivamente in modo telematico, tramite modello F24 – Sezione Erario, seguendo lo stesso meccanismo dell’IRPEF.

Le scadenze principali

Tipo di versamento

Scadenza

Cosa si paga

Saldo

30 giugno

Imposta dovuta per l’anno precedente

Primo acconto (40%)

30 giugno

Anticipo sull’anno in corso

Secondo acconto (60%)

30 novembre

Anticipo sull’anno in corso

È possibile pagare saldo e acconto entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.

Rateizzazione

Saldo e primo acconto possono essere rateizzati fino a novembre. Il secondo acconto non è rateizzabile.

Codici tributo F24 per l’imposta sostitutiva

Per il versamento corretto dell’imposta sostitutiva si utilizzano questi codici tributo:

Codice

Descrizione

1790

Imposta sostitutiva – saldo

1791

Imposta sostitutiva – primo acconto

1792

Imposta sostitutiva – secondo acconto

Pagare l’imposta sostitutiva con Tot

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