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Sì, ma solo se il tuo reddito da lavoro dipendente o pensione del 2025 (indicato nella Certificazione Unica) non ha superato i 35.000 euro.
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l'innalzamento temporaneo di questa soglia (che "a regime" sarebbe 30.000 euro). Se invece il tuo rapporto di lavoro dipendente è cessato nel 2025 e non hai iniziato un nuovo rapporto entro il 31 dicembre 2025, il limite non si applica.
Dipende di quanto sfori.
Se i ricavi 2026 restano tra 85.000 e 100.000 euro, mantieni il regime forfettario fino al 31 dicembre 2026 ed esci dal regime a partire dal 1° gennaio 2027 (passando al regime ordinario o semplificato).
Se invece superi i 100.000 euro, l'uscita è immediata: dall'operazione che determina lo sforamento devi addebitare l'IVA in fattura e, secondo l'interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, l'intero reddito 2026 viene tassato secondo le aliquote IRPEF ordinarie. Per maggiori informazioni e per gestire il passaggio al regime ordinario, rivolgiti ad un commercialista qualificato.
La flat tax si applica sul reddito imponibile, che non corrisponde ai ricavi totali.
Devi prima moltiplicare i ricavi per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO (varia dal 40% al 86%), poi sottrarre i contributi previdenziali versati nell'anno e applicare il 15% al risultato. Se hai aperto la partita IVA da meno di 5 anni e rispetti i requisiti per le nuove attività, l'aliquota scende al 5%.