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Indennità di trasferta: guida al rimborso forfettario nel 2026

Redazione Tot

22 aprile 20268 min

Gestire le trasferte dei dipendenti senza perdersi tra scontrini, ricevute e note spese da rincorrere, è il sogno di ogni ufficio amministrativo. Ed è esattamente il motivo per cui esiste il rimborso spese forfettario o indennità di trasferta: ovvero una somma fissa giornaliera riconosciuta al dipendente che deve spostarsi per motivi lavorativi.

Facile? In teoria sì. Nella pratica, tra soglie di esenzione, tassazione della parte eccedente, differenze tra Italia ed estero e obbligo di tracciabilità, le cose da sapere sono più di quanto sembri. Ma niente panico!

Qua trovi la guida completa al rimborso spese forfettario nel 2026:

  • Come funziona il rimborso forfettario e a cosa serve;
  • Soglie di esenzione per trasferte in Italia e all'estero;
  • Differenze con il rimborso analitico e con il rimborso misto;
  • Cosa cambia a livello fiscale per azienda e dipendente;
  • Come gestire in modo corretto la documentazione.

Per il quadro completo su tutte le tipologie di rimborso, puoi consultare la nostra guida generale sul rimborso spese dipendenti. E se hai dipendenti che si muovono con la propria auto, abbiamo dedicato un articolo anche al rimborso chilometrico.

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Cos'è il rimborso spese forfettario

Il rimborso spese forfettario, chiamato anche indennità di trasferta, è una somma fissa giornaliera che l'azienda riconosce al dipendente in trasferta, indipendentemente dalle spese effettivamente sostenute.

A differenza del rimborso analitico o "a piè di lista", che richiede la raccolta di tutti i giustificativi (scontrini, ricevute, fatture) per ogni singola spesa, il forfettario semplifica radicalmente la gestione amministrativa: una sola cifra per giornata definita diaria, nessun documento da archiviare per vitto e alloggio, nessuna rincorsa agli scontrini.

L'idea di base è compensare in modo standardizzato i disagi e le spese accessorie legate al lavorare fuori sede, senza appesantire l'azienda con la rendicontazione puntuale di ogni piccola voce.

A cosa serve il rimborso forfettario?

Il rimborso forfettario è la scelta più comune quando:

  • Il dipendente svolge trasferte frequenti o periodiche, per cui la raccolta dei giustificativi diventerebbe molto onerosa;
  • L'azienda vuole semplificare il processo amministrativo e ridurre il carico di lavoro dell'ufficio contabilità;
  • Si preferisce offrire al dipendente una diaria certa e prevedibile, invece di subordinare il rimborso alla documentazione prodotta.

Differenza tra rimborso forfettario, analitico e misto

Per capire quando conviene scegliere il forfettario rispetto alle altre formule, ecco un confronto sintetico:

  • Rimborso analitico: l'azienda rimborsa esattamente le spese effettivamente sostenute, dietro presentazione dei giustificativi. Zero tetti di esenzione, ma massima burocrazia.
  • Rimborso forfettario: una somma fissa giornaliera slegata dalle spese reali. Gestione semplice, ma con limiti di esenzione fiscale.
  • Rimborso misto: combina una diaria forfettaria ridotta con il rimborso analitico di alcune voci (tipicamente vitto o alloggio).

Per il dettaglio di tutte e tre le tipologie, rimandiamo alla guida completa al rimborso spese dipendenti.

Le soglie di esenzione del rimborso forfettario nel 2026

Qui entriamo nel cuore della normativa. Il rimborso forfettario non concorre a formare reddito imponibile per il dipendente, ma solo entro limiti giornalieri precisi stabiliti dall'art. 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

Se la diaria supera queste soglie, la parte eccedente diventa reddito da lavoro dipendente ed è soggetta a IRPEF e contributi, sia lato azienda che lato lavoratore.

Diaria per trasferte in Italia

Per le trasferte svolte sul territorio italiano, fuori dal comune della sede di lavoro, la soglia di esenzione è fissata a:

  • 46,48 euro al giorno

Entro questo importo, l'indennità non concorre a formare reddito per il dipendente ed è interamente deducibile per l'azienda.

Diaria per trasferte all'estero

Se il dipendente viene inviato in trasferta oltre confine, la soglia è più alta per riconoscere il maggior costo della vita e le spese accessorie tipiche di uno spostamento internazionale:

  • 77,47 euro al giorno

Valgono gli stessi principi di esenzione e deducibilità previsti per le trasferte in Italia.

Soglie ridotte per il rimborso misto

Se l'azienda sceglie di adottare un sistema misto (diaria forfettaria + rimborso analitico di alcune voci), le soglie di esenzione si riducono. In Italia:

  • 30,99 euro se viene rimborsato analiticamente solo il vitto o solo l'alloggio;
  • 15,49 euro se vengono rimborsati analiticamente sia vitto che alloggio.

All'estero, con le stesse regole:

  • 51,65 euro se viene rimborsato analiticamente solo il vitto o solo l'alloggio;
  • 25,82 euro se vengono rimborsati analiticamente sia vitto che alloggio.
Attenzione al superamento delle soglie
Se l'indennità giornaliera supera i limiti previsti, l'intera parte eccedente diventa imponibile ai fini IRPEF e contributivi. Non è possibile scomporre il rimborso in 'quota esente' e 'quota imponibile': superata la soglia, si paga sul differenziale.

Cosa copre il rimborso forfettario

L'indennità di trasferta è pensata per compensare in modo forfettario le spese sostenute dal lavoratore fuori sede, senza la necessità di documentarle nel dettaglio.

A differenza del rimborso analitico, non è legata alle singole spese effettivamente sostenute, ma consiste in una diaria giornaliera fissa.

Nella pratica aziendale, viene utilizzata principalmente per coprire vitto, alloggio e spese accessorie, mentre le spese di viaggio possono essere gestite separatamente.

Cosa rientra in genere nella diaria forfettaria

In termini operativi, l'indennità forfettaria viene utilizzata per compensare:

  • Pasti durante la trasferta;
  • Pernottamenti;
  • Piccole spese personali (bevande, snack, lavanderia, telefonate);
  • Spese accessorie difficili da documentare.

Può essere gestito separatamente

Nella maggior parte dei casi, alcune spese vengono rimborsate a parte:

  • Spese di viaggio (aereo, treno, taxi, noleggio auto), spesso rimborsate in modo analitico;
  • Rimborso chilometrico se il dipendente utilizza un mezzo proprio;
  • Spese straordinarie sostenute nell'interesse diretto dell'azienda.
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Quando si applica il rimborso forfettario

La regola chiave è la territorialità: il rimborso forfettario si applica solo per trasferte fuori dal comune in cui è situata la sede di lavoro del dipendente.

Trasferte fuori comune

Quando il lavoratore viene inviato temporaneamente in un luogo diverso dalla sede abituale, fuori dal proprio comune, si attiva a pieno titolo la disciplina dell'indennità di trasferta. In questo caso l'azienda può scegliere tra:

  • Rimborso analitico di tutte le spese documentate;
  • Rimborso forfettario entro le soglie di esenzione;
  • Rimborso misto, con diaria ridotta.

Trasferte all'interno dello stesso comune

Se lo spostamento avviene all'interno del comune della sede di lavoro, la normativa non prevede il riconoscimento dell'indennità forfettaria esentasse. Sono rimborsabili in modo analitico solo le spese documentate, come taxi o mezzi pubblici, che però concorrono generalmente a formare reddito imponibile.

Missioni di medio-lungo periodo

Se il dipendente viene assegnato per un periodo prolungato (settimane o mesi) presso una sede secondaria o presso un cliente, il criterio chiave resta la temporaneità. Finché la sede originaria rimane formalmente invariata, si può ancora configurare una trasferta e applicare la disciplina forfettaria.

Se invece lo spostamento diventa strutturale e definitivo, si esce dalla trasferta e si entra nella casistica del trasferimento per lavoro, che segue regole diverse.

Deducibilità e trattamento fiscale per l'azienda

Dal punto di vista dell'azienda, il rimborso forfettario è interamente deducibile dal reddito d'impresa, a condizione che:

  • La trasferta sia effettivamente svolta fuori dal comune della sede di lavoro;
  • L'indennità rientri nei limiti di esenzione previsti dal TUIR;
  • Il pagamento avvenga attraverso strumenti tracciabili (bonifici, carte aziendali), come previsto dalla normativa vigente;
  • La trasferta sia documentata con un ordine di missione o una comunicazione scritta che attesti finalità e destinazione.

Cosa succede se si sfora la soglia

Quando l'indennità supera il limite giornaliero, la parte eccedente:

  • Concorre a formare reddito da lavoro dipendente;
  • È soggetta a IRPEF secondo le aliquote ordinarie;
  • È soggetta a contribuzione previdenziale (INPS);
  • Rimane comunque deducibile per l'azienda come componente di costo del lavoro.

Obbligo di tracciabilità dei pagamenti

Un punto su cui prestare particolare attenzione: dal 2025 è entrato in vigore l'obbligo di tracciabilità dei pagamenti per le spese di trasferta, confermato anche dalla Legge di Bilancio 2026. Tradotto: se il dipendente paga in contanti il pranzo in trasferta, quella spesa potrebbe non essere più deducibile per l'azienda ai fini fiscali, anche in caso di rimborso analitico collegato.

Per il rimborso forfettario, la tracciabilità riguarda principalmente la corresponsione dell'indennità al dipendente, che deve avvenire con mezzi tracciabili (busta paga, bonifico, mai in contanti).

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Come gestire correttamente il rimborso forfettario

Anche se il forfettario è la formula più semplice, richiede comunque una gestione documentale rigorosa per resistere a un eventuale controllo fiscale. Ecco i punti imprescindibili.

Ordine di missione o autorizzazione

Ogni trasferta andrebbe autorizzata formalmente attraverso un documento (anche in formato digitale) che riporti:

  • Nome del dipendente;
  • Destinazione della trasferta;
  • Date di inizio e fine;
  • Motivazione (cliente, fiera, meeting, formazione…);
  • Tipo di rimborso previsto (forfettario, analitico, misto).

Esposizione in busta paga

Il rimborso forfettario viene esposto come voce separata in busta paga, tipicamente nella sezione "Competenze", con diciture come "Indennità di trasferta Italia" o "Indennità di trasferta estero". La distinzione tra quota esente e quota eventualmente imponibile deve essere chiaramente visibile nel cedolino.

Conservazione della documentazione

Anche se non ci sono scontrini da archiviare, l'azienda deve conservare:

  • Gli ordini di missione;
  • La prova di avvenuta trasferta (ad esempio biglietti di viaggio, email di convocazione, ecc.);
  • Le comunicazioni al dipendente sul tipo di rimborso applicato;
  • La documentazione retributiva collegata.

La normativa fiscale prevede un periodo di conservazione di 10 anni.

Policy aziendale

Come per tutte le tipologie di rimborso, una policy aziendale scritta sulla gestione delle trasferte è fondamentale per evitare contestazioni. La policy dovrebbe definire:

  • Quali figure aziendali hanno diritto al forfettario;
  • Soglie di diaria applicate (entro i limiti di esenzione);
  • Procedure di autorizzazione;
  • Tempistiche di erogazione;
  • Regole di tracciabilità dei pagamenti.

Esempio pratico di calcolo

Per fissare le idee, vediamo un esempio concreto.

Caso: un dipendente di una PMI milanese viene inviato per 3 giorni a Roma per incontrare un cliente. L'azienda applica il rimborso forfettario al massimo esentasse.

  • Diaria Italia: 46,48 euro al giorno
  • Durata trasferta: 3 giorni
  • Indennità forfettaria totale: 46,48 × 3 = 139,44 euro

Questa cifra:

  • È interamente esente per il dipendente (non concorre a formare reddito);
  • È interamente deducibile per l'azienda;
  • Va esposta in busta paga come voce separata, corrisposta con bonifico sullo stipendio.

Le spese di viaggio (treno Milano-Roma andata e ritorno, taxi dalla stazione all'hotel, ecc.) restano fuori dalla diaria e vengono rimborsate analiticamente su presentazione dei giustificativi.

Forfettario o analitico: quale conviene

Non c'è una risposta valida per tutte le aziende. La scelta dipende da tre fattori:

  • Frequenza delle trasferte: più sono frequenti, più il forfettario conviene per semplicità gestionale;
  • Tipologia di spese sostenute: se le spese reali sono sistematicamente inferiori alla diaria, il forfettario è vantaggioso per il dipendente; se sono superiori, meglio l'analitico;
  • Capacità amministrativa: se l'ufficio contabilità è già sotto pressione, il forfettario libera tempo prezioso.

Molte aziende adottano una policy differenziata: forfettario per le trasferte brevi e frequenti, analitico per quelle lunghe o particolarmente onerose.

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