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Auto aziendale elettrica 2026: deducibilità e fringe benefit

Redazione Tot

17 aprile 20267 min

L'auto elettrica aziendale non è più solo una scelta green. Nel 2026 è diventata la soluzione fiscalmente più conveniente per imprese, PMI e professionisti che vogliono ottimizzare i costi della propria flotta.

Con il nuovo sistema di tassazione introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e confermato per il 2026, le auto elettriche godono di vantaggi fiscali nettamente superiori rispetto ai veicoli termici: fringe benefit generalmente pari al 10%, deducibilità integrale per uso esclusivo aziendale e agevolazioni per le colonnine di ricarica.

Se vuoi saperne di più, in questa guida sulla deducibilità dell'auto elettrica aziendale ti spieghiamo tutto nel dettaglio.

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Perché l'auto elettrica aziendale conviene fiscalmente nel 2026

Il fisco italiano ha scelto di premiare la mobilità sostenibile con vantaggi concreti. Rispetto a un'auto termica, un veicolo elettrico aziendale offre tre vantaggi fiscali principali:

  • Fringe benefit generalmente pari al 10% (contro il 50% delle termiche);
  • Deducibilità integrale per uso esclusivo
  • Agevolazioni sulle infrastrutture di ricarica.

Il risparmio è significativo. Per fare un esempio: consideriamo due auto con caratteristiche simili (una elettrica e una termica) con un costo chilometrico ACI comparabile.

Poiché il fringe benefit si calcola sulle Tabelle ACI e su una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, la differenza deriva principalmente dalla percentuale applicata: generalmente pari al 10% per l’elettrico e fino al 50% per le auto termiche (benzina o diesel). A parità di condizioni, questo può tradursi in un valore imponibile fino a cinque volte inferiore per l’auto elettrica.

Deducibilità dell'auto aziendale elettrica: le percentuali 2026

Le percentuali di deducibilità per i veicoli elettrici aziendali nel 2026 seguono le stesse regole generali previste dall'art. 164 del TUIR per tutti i veicoli, anche se il quadro normativo è formalmente neutro rispetto all’alimentazione. Se vuoi approfondire in merito alle regole generali di deducibilità dell'auto aziendale, ne abbiamo parlato sempre nel nostro blog.

Auto aziendale elettrica ad uso strumentale

Per i veicoli elettrici utilizzati esclusivamente per finalità aziendali, la deducibilità è integrale al 100%, senza limiti di ammortamento. È il caso più vantaggioso, ma richiede la prova rigorosa dell'uso esclusivo: registro chilometrico, lettera di consegna e assenza di utilizzo personale documentata.

Rientrano in questa categoria:

  • Veicoli destinati al trasporto merci e ai reparti logistici;
  • Altri veicoli impiegati in attività strumentali all'impresa.

Auto aziendale elettrica ad uso promiscuo

Quando l'auto elettrica viene assegnata a un dipendente per uso promiscuo (lavorativo e personale) per almeno 183 giorni all'anno, la deducibilità per l'azienda sale al 70%, senza il limite ordinario di ammortamento di 18.075,99€ previsto per i veicoli non assegnati.

Questo è tra i casi più comuni nelle PMI e con un ottimo equilibrio tra vantaggio fiscale e flessibilità d'uso.

Uso promiscuo generico (imprese e professionisti)

Per i veicoli non assegnati stabilmente a un dipendente, la deducibilità è del 20%, con un limite massimo di costo ammortizzabile di 18.075,99€. Valgono dunque le stesse regole dei veicoli termici.

Riepilogo percentuali di deducibilità 2026 dell'auto elettrica

  • Uso esclusivamente aziendale: deducibilità al 100% e nessun limite di ammortamento;
  • Uso promiscuo assegnato a dipendente: (≥183 gg) 70% Nessuno Uso promiscuo generico 20% 18.075,99€ Agenti e rappresentanti di commercio 80% 25.822,84€

Detrazione IVA sull'auto elettrica aziendale

Le regole sulla detrazione IVA per i veicoli elettrici aziendali sono le stesse previste per tutti gli autoveicoli dall'art. 19-bis 1 del DPR 633/72.

La detrazione IVA è al 100% solo in caso di uso esclusivamente aziendale, con prova rigorosa dell'assenza di uso personale.

Per tutti gli altri casi, uso promiscuo incluso, la detrazione IVA è forfettaria al 40%, a prescindere dall’effettivo utilizzo, salvo casi particolari. Questa regola si applica anche alle spese di manutenzione, ricarica e accessori.

Fringe benefit auto elettrica 2026: il grande vantaggio

Il fringe benefit è il compenso in natura che il dipendente riceve attraverso l'uso privato dell'auto aziendale e viene tassato in busta paga come reddito imponibile, ma le aliquote variano enormemente in base al tipo di alimentazione del veicolo.

Dal 1° gennaio 2025, confermato anche per il 2026, il sistema di tassazione è stato semplificato in tre fasce, basate su tre fasce:

  • Auto elettrica (BEV): la percentuale di fringe benefit è generalmente pari al 10% del costo ACI annuo;
  • Auto ibrida plug-in (PHEV): la percentuale fringe benefit è generalmente pari al 20% del costo ACI annuo;
  • Auto termica (benzina/diesel) e ibrida mild/full: la percentuale fringe benefit è fino al 50% del costo ACI annuo.

Il calcolo del fringe benefit da tassare segue lo stesso schema valido per tutti i veicoli aziendali ad uso promiscuo:

Fringe benefit annuo = (Costo chilometrico ACI × 15.000 km) × percentuale di fringe benefit (10%, 20% o 50% in base al tipo di alimentazione).

Ecco un esempio pratico:

Un'azienda assegna a un dipendente un'auto elettrica con costo chilometrico ACI di 0,48€/km:

  • Costo ACI annuo: 0,48€ × 15.000 km = 7.200€
  • Percentuale elettrico: generalmente pari al 10%
  • Fringe benefit annuo: 720€
  • Fringe benefit mensile: 60€

Se consideriamo invece un’auto termica equivalente:

  • Costo ACI annuo: 0,48€ × 15.000 km = 7.200€
  • Percentuale termico: fino al 50%
  • Fringe benefit annuo: 3.600€
  • Fringe benefit mensile indicativo: 300€

Come visto, il calcolo reale del fringe benefit si basa sempre sulle Tabelle ACI e sulla percorrenza convenzionale di 15.000 km annui. Con un'auto termica equivalente e percentuale fino al 50%, lo stesso metodo porterebbe a un fringe benefit annuo significativamente più elevato.

Fringe benefit e soglie di esenzione

Un ulteriore vantaggio dell'auto elettrica è che il valore del fringe benefit, essendo molto basso, spesso rientra interamente nelle soglie di esenzione fiscale previste per i fringe benefit complessivi (1.000€ per lavoratori senza figli a carico, 2.000€ per lavoratori con figli). Puoi approfondire questo tema nella nostra guida ai fringe benefit 2026.

Colonnine di ricarica aziendali: agevolazioni fiscali 2026

Installare infrastrutture di ricarica in azienda o rimborsare la ricarica domestica ai dipendenti è un elemento sempre più rilevante nella gestione di una flotta elettrica. Ecco le regole fiscali aggiornate al 2026.

Colonnine di ricarica elettrica per l'azienda

Le spese per l'installazione di colonnine di ricarica in ambito aziendale rientrano tra gli investimenti agevolabili nell'ambito del credito d'imposta per beni strumentali. La percentuale varia in base all'anno dell'investimento e alla tipologia del piano di transizione scelto.

Per i soggetti IRES (società di capitali), le spese per colonnine possono beneficiare del credito d'imposta beni strumentali se installate in ambito produttivo.

Per i soggetti IRPEF (professionisti, ditte individuali), può essere riconosciuta una detrazione del 50% delle spese sostenute per l'installazione di infrastrutture di ricarica, fino a un massimo di 3.000€ per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali, se prevista e prorogata per l’anno di riferimento.

In entrambi i casi è richiesta la tracciabilità dei pagamenti tramite bonifico parlante e la conformità tecnica delle colonnine installate.

Rimborso ricarica domestica ai dipendenti

Se l'azienda rimborsa al dipendente i costi documentati della ricarica domestica, tali costi seguono la stessa percentuale di deducibilità del veicolo:

  • 70% se l'auto è assegnata in uso promiscuo;
  • 20% in caso di uso promiscuo generico;
  • Per gli agenti di commercio, la spesa per la ricarica dell'auto elettrica è deducibile nella misura dell'80%, in linea con le regole generali per questa categoria.

Acquisto, leasing o noleggio a lungo termine: quale conviene?

Per i veicoli elettrici aziendali, le tre modalità di acquisizione hanno implicazioni fiscali diverse.

Acquisto diretto.

Il costo del veicolo viene ammortizzato negli anni. Per uso esclusivo aziendale non c'è limite di valore; per uso promiscuo generico il limite di ammortamento è 18.075,99€. Richiede un esborso iniziale maggiore ma permette la piena proprietà del bene.

Leasing finanziario.

I canoni sono deducibili nella stessa percentuale prevista per il tipo di utilizzo. Per uso promiscuo generico il canone massimo deducibile è 3.615,20€ annui. Non ci sono limiti per uso esclusivo aziendale o per veicoli assegnati a dipendenti.

Noleggio a lungo termine (NLT).

Sempre più diffuso per le flotte aziendali elettriche. Valgono le stesse regole del leasing per la deducibilità dei canoni. Il vantaggio principale è che il canone comprende manutenzione, assicurazione e spesso anche la colonnina di ricarica, semplificando la gestione amministrativa.

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Cosa fare prima di acquistare un'auto aziendale elettrica

Prima di procedere con l'acquisto o il noleggio, è utile definire alcuni elementi chiave che determinano il trattamento fiscale del veicolo. Ecco una checklist completa di quello che dovresti fare.

Definire il tipo di utilizzo.

Uso esclusivo aziendale, uso promiscuo assegnato a dipendente o uso promiscuo generico determinano percentuali di deducibilità molto diverse. La scelta va documentata formalmente prima dell'acquisto.

Verificare le Tabelle ACI.

Il fringe benefit si calcola sul costo chilometrico ACI aggiornato annualmente. Controllare i valori pubblicati dall'ACI entro il 31 dicembre di ogni anno per pianificare correttamente il costo fiscale del benefit.

Predisporre la documentazione.

Per uso esclusivo aziendale è indispensabile il registro chilometrico e la lettera di consegna. Per uso promiscuo a dipendente serve un verbale del CDA o un contratto formale di assegnazione.

Valutare l'integrazione nella car policy.

Aggiornare i regolamenti aziendali per includere le nuove aliquote fiscali e le regole sulla ricarica domestica evita contestazioni fiscali successive.

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