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Tutti i trend Fintech da tenere d'occhio nel 2023

Redazione Tot
Redazione Tot
16 gennaio 2023
Tutti i trend Fintech da tenere d'occhio nel 2023

Il nostro cuore batte fintech e non possiamo non essere sempre attenti e osservanti di tutti i trend del settore in atto, o dedicare risorse per prevedere quelli in arrivo! Secondo i dati dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, in Italia siamo già in 600, tra startup e PMI fintech operanti soprattutto nell’ambito dei servizi bancari, dei pagamenti, dei prestiti a privati, dei finanziamenti alle imprese, all’asset management, e anche nei servizi assicurativi e nella creazione di servizi tecnologici orientati al mondo finanziario e assicurativo (come accade per la cybersecurity o per le tecnologie che certificano l’identità digitale). E una cosa ci accomuna: l’utilizzo di tecnologie digitali innovative (e non) come API, data analytics, intelligenza artificiale, blockchain e IoT.

Paga dopo, paga subito. Purché sia digitale.

Il "new normal" post-pandemia ha determinato e sta determinando un cambiamento radicale nei comportamenti dei clienti, con un rapido aumento dell'uso di modelli di pagamento digitali e canali di prodotti e servizi online. Ha anche cambiato il modo in cui operano le aziende, con molti investimenti nella trasformazione digitale, per andare sempre più incontro alle mutate esigenze dei clienti.

Sono tre i macro-trend che sono destinati a dominare il vicino futuro dei pagamenti digitali.

Uno lo abbiamo visto già emergere nel corso del 2022, ma siamo sicuri che se ne sentirà molto parlare nel corso dei prossimi anni. Ci riferiamo al BNPL, acronimo di Buy Now, Pay Later , (compra ora, paga dopo) i pagamenti elettronici a rate e senza interessi che hanno accelerato soprattutto le vendite digitali.

E un occhio in più nel 2023 va rivolto anche al settore degli Instant Payment (i bonifici istantanei ne sono l’esempio più diretto). I vantaggi di questa tecnologia sono evidenti: oltre alla possibilità di avere i soldi subito accreditati sul proprio conto corrente, con i pagamenti immediati, ad esempio, sarebbero accorciati i tempi in cui le aziende sono in grado di ricevere liquidità. E le commissioni per l’utilizzo, che oggi sono un vero e proprio ostacolo all’affermazione dei pagamenti istantanei in Italia, sono destinate ad abbassarsi considerevolmente.

A tal proposito, gli utenti, sempre più informati e digitalizzati, vorranno sapere sin da subito quanto si spende per i servizi che usano, ed evitare così di dovere stare sempre attenti ai costi di servizi extra o alle commissioni nascoste. Pertanto, i servizi di banking a canone all-inclusive, proprio come offre tuttora Tot, saranno sempre più diffusi.

Il terzo macro-trend è l’evoluzione dell’open banking. La trasparenza finanziaria introdotta da questo protocollo ha letteralmente cambiato il modo in cui le istituzioni finanziarie interagiscono con i propri clienti, ponendo le fondamenta per una nuova generazione di app e piattaforme di servizi finanziari che stanno influenzando notevolmente il modo in cui i consumatori, e le banche, gestiscono denaro e servizi. Sin dall’inizio, il 2023 ha visto un netto incremento del costo della vita che sta avendo impatti non indifferenti sulla fiducia finanziaria e potrebbe avere anche conseguenze a lungo termine se non si interviene a sufficienza per aiutare a rafforzare il rapporto che aziende e consumatori hanno del proprio denaro, e anche del modo migliore per gestirlo, senza dover però rinunciare a privacy e sicurezza. Ed è qui che entra in gioco il valore della trasparenza finanziaria dell'open banking.

Pagamenti “a vista”

Se è la rapidità l’elemento che caratterizza i pagamenti digitali, diventa fondamentale lavorare su tecnologie e strumenti in grado di verificare, in un battito di ciglia, l’identità digitale di una persona. È destinata così ad aumentare l’offerta di tecnologie sempre più semplificate legate alla biometria, sia quelle che partono da parametri fisici (fisionomia del volto, colore dell’iride, impronte digitali, e così via) e sia quelle che si basano su fattori comportamentali (ad esempio, impronta vocale, firma, o stile di battitura sulla tastiera).

Esperienze di acquisto (Metaverso, ma non solo)

Abbiamo già parlato del BNPL, ma esistono altri trend nell’ecommerce da tenere sott’occhio, come ad esempio l’interazione tra mondo fisico e digitale: il cosiddetto phygital (portmanteau delle parole inglesi “physical” e “digital”). Il fintech farà sempre più da ponte tra negozi ed eCommerce dei punti vendita proprio nella creazione di nuove esperienze per i consumatori.

Uno dei casi d’uso più in crescita è l’utilizzo della realtà aumentata, sia all’interno del punto vendita fisico che online. Un esempio su tutti è Amazon, che -tramite la stessa app per gli acquisti- permette di “provare” le scarpe in augmented reality, imitando così in virtuale l’esperienza d’acquisto di un negozio reale. Oppure anche il caso di IKEA che, con la loro app IKEA Place, permette di collocare virtualmente oggetti d’arredamento nel proprio spazio abitativo.

Un’altra esperienza d’acquisto innovativa (e che fa sempre parecchio parlare di sé per ovvi motivi) sono i Fully Automated Store: negozi in cui il personale umano è ridotto al minimo, con le task di produzione/vendita svolte invece da macchinari robotizzati, con l’obiettivo di servire i clienti con maggiore velocità e precisione.

Il caso d’uso più recente è il nuovo punto vendita (mostly) fully automated di McDonald’s a Forth Worth, in Texas: la preparazione, l’impacchettamento e la vendita di cheeseburger e BigMac sono infatti gestite interamente da macchinari robotizzati. L’esperienza, tuttavia, rimane ancora “mostly automated” perché è comunque presente del personale umano, responsabile della gestione e controllo del punto vendita.

Si inizia a intravedere, anche se non sarà ancora una consuetudine del mercato del prossimo anno, la possibilità di arricchire l’esperienza dell’ecommerce attraverso ulteriori esperienze virtuali messe a disposizione dal cosiddetto Metaverso. Uno degli esempi più lampante sono gli NFT: brand di moda come Dolce&Gabbana, Nike o Asics, ad esempio, hanno creato, lanciato e venduto su blockchain le proprie collezioni virtuali. Adidas e Yuga Labs (creatori della famosa NFT collection Bored Ape Yacht Club), invece, negli USA hanno lanciato e messo in vendita in partnership una collezione di NFT, ognuno con la possibilità di essere riscattato per del merchandising fisico, oppure anche per accessi ad eventi esclusivi.

C’è poi da segnalare, sul fronte social commerce, la buona riuscita di iniziative come il live streaming shopping, una tendenza che nasce in Cina e sta prendendo piede anche negli Stati Uniti ed in Europa. Si tratta dell’evoluzione della televendita, durante la quale un presentatore mostra i prodotti esposti nei negozi, li presenta, li indossa e li acquista a nome dei clienti, rispondendo in tempo reale alle domande del pubblico.

Internet of Things e assicurazioni

McKinsey, in un suo studio del 2019, ha sottolineato come in futuro si stringerà sempre di più il legame tra mondo IoT e assicurativo. Entro il 2025, circa un trilione di oggetti connessi globalmente permetterà ad aziende assicurative e startup insurtech di comprendere ancora più a pieno i propri clienti, passando - grazie ai dati - da un modello passivo di “detect & repair” ad uno pro-attivo di “predict & prevent”. E, nel contempo, aggiungendo all’offerta nuovi servizi dalle specifiche caratteristiche:

  1. Saranno introdotte categorie assicurative completamente nuove (l’italiana Wallife, per esempio, studia i rischi della tecnologia sugli esseri umani, come i pericoli delle innovazioni in ambito genetico o i rischi derivati dai dati biometrici o dal biohacking);
  2. Saranno offerti con un pricing sempre più personalizzato, determinato da combinazioni efficienti tra prezzo del servizio e target di riferimento;
  3. Saranno garantiti e offerti in tempo reale.

In aggiunta, le preoccupazioni sempre più crescenti nei confronti degli attacchi informatici potranno far emergere nuove collaborazioni e partnership durature tra operatori impegnati nell’innovazione assicurativa e aziende o startup che operano verticalmente nel campo della sicurezza informatica.

Intelligenza artificiale

Secondo una ricerca di Statista di fine 2022, il volume dei dati nel mondo raggiungerà i 175 zettabytes (175 miliardi di terabytes) entro il 2025. I dipartimenti finance delle aziende (di piccole, medie o grandi dimensioni) dovranno venire sempre più a patti con i dati, interpretando nel modo più corretto. Compito allora delle fintech sarà di rendere più accessibili tool di data visualization & analysis.

Tantissimi dati, che saranno usati per potenziare i software di intelligenza artificiale. Secondo uno studio di Gartner, entro il 2024 il 30% delle organizzazioni finanziarie globali avranno a disposizione un sistema di intelligenza artificiale per la gestione finanziaria.

Se oggi si usa principalmente l’intelligenza artificiale per automatizzare azioni ripetitive, scrivere codice, canzoni o poemi, risolvere problemi di matematica o iniziare conversazioni filosofiche (vedasi ChatGPT), si prevede nei prossimi anni la sperimentazione di AI applicata ad attività finanziarie come l’allocazione del capitale, la pianificazione finanziaria, la revisione dei conti e la mitigazione del rischio. Ancora una volta la sfida per le fintech è costruire delle piattaforme in grado di facilitare l’automazione e rendere più efficaci e corrette le decisioni di CFO e CEO di ogni organizzazione.

Wealth Management

L’introduzione dell’automazione nel campo della gestione di risparmi e investimenti è un trend che ha potenzialità di crescita nel prossimo anno, non tanto come robo-advisoring puro, bensì in una soluzione ibrida come robo FOR advisor: tecnologia, programmi e algoritmi in aiuto ai financial advisor per proporre soluzioni d’investimento tailorizzate per i propri clienti.

Sono molteplici gli obiettivi che le fintech nel campo intenderanno raggiungere per offrire un valore in più rispetto a banche e broker, tra questi i più importanti:

  1. Garantire sempre di più la democratizzazione dei servizi, garantendo innovazione, abbassamento dei costi e personalizzazione;
  2. Puntare sul miglioramento della customer journey digitale del cliente, sfruttando tecnologie come chatbot, realtà virtuale o -perché no- anche comandi vocali (si pensi al recupero di fatture o giustificativi in un certo arco di tempo, semplicemente chiedendolo all’assistente vocale in app);
  3. Favorire il dialogo e la collaborazione tra operatori grazie a future normative ad approccio “open platform” che favoriranno maggiore interconnessione, così come è già avvenuto per i pagamenti con la PSD2.

DeFi: meno rischi e più regole?

DeFi, la finanza decentralizzata. Per chi non la conosce si tratta di una tecnologia finanziaria emergente, basata su blockchain (più genericamente, su secured distributed ledger) simili a quelle utilizzate dalle criptovalute, che ha creato un’alternativa al sistema finanziario tradizionale offrendo prodotti finanziari senza passare da intermediari come banche o exchange. Alcuni la considerano una tecnologia finanziaria peer-to-peer o, addirittura, peer-to-machine, poiché l’accesso e l’utilizzo dei suddetti prodotti finanziari è regolato da smart contract pubblicati in blockchain, del codice totalmente automatizzato alle cui funzioni gli utilizzatori possono accedere liberamente, senza confini territoriali.

Forse il 2023 non sarà per la DeFi l’ “anno della riscossa” (perché la DeFi ha già avuto enorme crescita nel 2020, per poi affievolirsi notevolmente negli anni successivi) ma si prevede un revamp delle soluzioni offerte, in particolare alcune che collegheranno prodotti della finanza tradizionale (come le obbligazioni) alla blockchain, permettendo ai possessori di stablecoin (criptovalute con il valore agganciato a valute fiat come USD o EUR) di accedere a prodotti finanziari regolamentati senza mai lasciare la chain.

C’è comunque da dire che le criptovalute di recente sono proprio entrate nell’occhio degli enti regolatori, e la crescita di questo mercato potrà essere direttamente proporzionale agli interventi legislativi degli stessi. Lo scopo degli interventi delle Authority è, infatti, di ridurre il rischio elevato a cui oggi l’utente medio è esposto, non solo a causa dell’enorme volatilità che le criptovalute possono avere, ma anche a causa dell’assenza di limiti con cui l’utente può “scommettere” sull’andamento di un token (come il cosiddetto leverage, la leva finanziaria), oppure sulle numerose frodi perpetrate o sui furti delle chiavi dei propri wallet digitali che gli utenti possono subire semplicemente accettando, erroneamente, di interagire con smart contract maligni.

Parallelamente, analisti e operatori del settore scommettono sulle possibili evoluzioni e interazione con gli NFT, i Non Fungible Tokens che hanno raggiunto nel 2021 una capitalizzazione di mercato di 40 miliardi di dollari, e annessa la crescita dei principali metaversi sia centralizzati che decentralizzati (come The Sandbox, Decentraland e altri). Per le startup che operano nel settore crypto questo significa lavorare in futuro su nuove sfide e sulla creazione di nuovi servizi virtuali e valore.

Sebbene le criptovalute e gli NFT siano generalmente dismessi come fenomeni volatili, rischiosi e non regolamentati, sono comunque settori in grado di portare enorme innovazione tecnologica e finanziaria (forse proprio grazie a queste loro… caratteristiche). E in Tot non possiamo che osservare e vivere in pieno questi fenomeni, con strategie in atto per essere pronti e pro-attivi al momento giusto!

Conclusioni

Inutile ribadire che il mercato finanziario e il fintech sono in forte movimento, anche in periodo complesso e incerto come quello che stiamo vivendo. I trend dimostrano che il consumatore, sempre più digitalizzato, accoglie con favore soluzioni tecnologiche innovative in ambito bancario e finanziario. Cogliere tutte le opportunità emergenti e innovare al momento giusto sarà la chiave per andare incontro alle specifiche esigenze di privati e aziende.

Ed è proprio per questo motivo che Tot ha fatto dell’ascoltare i propri clienti un vero e proprio mantra da seguire. Attualmente, il community forum di Tot conta centinaia e centinaia di utenti che leggono, dialogano con il team, propongono idee e lasciano feedback per come migliorare prodotti e servizi che loro stessi usano ogni giorno.

Se sei già cliente Tot, unisciti a noi accedendo al forum con le stesse credenziali che usi per la tua Area Privata! Non vediamo l’ora di conoscerti!

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