AccediRegistrati

Cosa fa un Product Manager, ovvero: come capire cosa vuole davvero il cliente

Redazione Tot
Redazione Tot
5 dicembre 2022
Cosa fa un Product Manager, ovvero: come capire cosa vuole davvero il cliente

"Sostanzialmente, il prodotto, di per sé, non esiste."

Salvatore Salvo è Product Manager in Tot. In questa intervista con Luca, il nostro stagista tutt’altro che riverente, Salvatore ci racconta un po' del suo lavoro: chi è e cosa fa un Product Manager.

Luca: Ciao Salvo al quadrato! Salvatore: Ciao, simpaticone.

L: Per chi non ti conoscesse, qui per noi sei Salvo. Salvo Salvo! S: E spero di arrivare sano e... salvo alla fine di questa chiacchierata.

Cosa vuol dire fare prodotto

L: Ti piacerebbe! Intanto iniziamo con lo spiegare cosa vuol dire occuparsi del prodotto in un'azienda? S: Certo. Sostanzialmente, il prodotto, di per sé, non esiste.

L: OK Salvatore, adesso sì che ho capito tutto! S: Sei frettoloso! Partiamo da un assunto: un prodotto non fa altro che soddisfare una tua necessità. Il tuo bisogno, ad esempio, non è comprare un'automobile, bensì spostarti da un punto A ad un punto B, oppure il tuo bisogno non è comprare un panino, ma nutrirti. Potresti comprare un'utilitaria perché ti serve solo per piccoli spostamenti come andare a fare la spesa oppure potresti avere maggiore piacere ad arrivare nel parcheggio dell'ipermercato con una supercar.

L: Ah, il classico macchinone per andare a fare la spesa. S: Serve per spiegarti che in quel caso preferisci il macchinone perché senti quella tua necessità come importante. E questo è il prodotto: quel qualcosa che soddisfa la necessità del cliente.

L: E quindi tu sei quello che deve convincermi che mi serve il macchinone? S: Io sono quello che vuole capire se quella è la tua vera necessità. Siamo in un mondo in cui tutti hanno in mente qualcosa da fare, qualcosa che sulla carta sembra stupenda. Il problema è però capire se questo qualcosa soddisfa qualche necessità.

L: Ma in buona sostanza, cosa fa il Product Manager? S: Il Product Manager è il responsabile della strategia dello sviluppo del prodotto, della soddisfazione di una necessità, della misurazione di queste soluzioni e delle loro evoluzioni. Perché, se ci pensi bene, ciascuno di noi ha almeno una necessità che non riesce a mettere a fuoco.

L: E con chi lavori di più nel tuo quotidiano? S: Puoi guardare al team come un gruppo di insiemi: da una parte hai gli sviluppatori, dall'altra i designer, dall'altra ancora il business manager. Il Product Manager sta al centro di questi insiemi, li interseca e lavora con tutti e tre.

L: Torniamo al macchinone e al panino. S: Bene, il product manager quindi sa che non tutte le necessità hanno lo stesso peso. Se tu non mangi da giorni, la tua impellente necessità è nutrirti e quindi potresti mangiarti anche un semplice panino. Tuttavia, dopo che avrai fatto fronte alla fame, non vorrai continuare a mangiare soltanto panini. Nel tempo, c'è un'evoluzione nel tuo comportamento di consumatore, di utente, di cliente e il Product Manager ideale che fa? Raccoglie tutte le tue necessità, le analizza e le traduce nella pratica. Il PM "si nutre" di queste informazioni e, di conseguenza, deve nutrire tutti quei tre insiemi di cui abbiamo parlato prima per poter realizzare un prodotto che soddisfi al meglio le tue necessità che si evolvono nel tempo.

L: E tu fai da sempre product management? S: Lo faccio da circa 10 anni, sempre nel mondo bancario.

Quanto conta parlare coi clienti

L: Cosa cambia tra fare il PM in una banca tradizionale o in una fintech? S: Ecco, nel mio caso posso dire che nelle realtà più strutturate facevo fatica a portare valore al cliente: i processi erano lunghi e spesso complicati. Nelle startup invece l'impatto è più immediato. Parti da un foglio bianco, è davvero una grande sfida, ma al tempo stesso una cosa entusiasmante e fantastica! Anche perché puoi monitorare i feedback in tempo reale. Proprio come facciamo in Tot.

L: Nella startup è più facile raccogliere i feedback dei clienti? S: È chiaro che l'azienda più grande ha una maggiore platea da cui raccogliere feedback, e una realtà più piccola rischia di raccoglierne invece pochi, rischiando anche falsi positivi, ma alla fine scopri che nella startup esiste un'interazione speciale con i propri clienti. Anche perché, ricorda: il cliente è sempre al centro di tutto. Per questo le fintech stanno arrivando laddove le banche fanno più fatica: non è solo una questione di fiducia, ma anche di ascolto e dialogo continuo con i tuoi clienti, in ottica appunto user-centric.

Come si lavora in Tot

L: Vogliamo raccontare qualcosa di com'è organizzato il tuo lavoro in Tot? S: Abbiamo sempre una fase di studio e raccolta dei requisiti e poi ne abbiamo una di sviluppo di questi requisiti. Nei team adottiamo la metodologia “Agile - Scrum”: ciò su cui dobbiamo lavorare per soddisfare le necessità del cliente viene suddiviso in parti e sottoparti (nel dettaglio: in Epiche, Features e User Stories, ma questa è un'altra storia) e lavoriamo in cicli chiamati “sprint”. E ogni sprint è come se fosse atomico, poiché l'obiettivo di ogni sprint è quello di lasciare un pezzo di valore al cliente. Il vantaggio di lavorare in sprint è che ogni pezzo, il tuo pezzo, ti permette di capire se quello che hai fatto è buono o no, se quello che avevi pensato va bene oppure no, ed eventualmente di porvi rimedio con un impatto minimo.

L: Il momento più bello della giornata? S: Senza dubbio una delle cose più belle è il momento "stand up" della mattina. Quindici minuti nei quali il team si aggiorna rispetto a quello che ha fatto il giorno precedente, cosa farà quel giorno, oppure se ci sono stati degli impedimenti e capire insieme come superarli.

L: Se dovessi descrivere Tot a chi non è ancora cliente, come la descriveresti, cosa ti piace di più? S: Tot vuole essere un ecosistema, un insieme di soluzioni, con un enorme vantaggio per professionisti e aziende: l'avere tutto integrato nella stessa piattaforma.

L: E, ovviamente, a te che fai prodotto questa cosa torna “utile”. S: Certo, perché più siamo capaci di conoscere meglio il cliente, più possiamo offrirgli un servizio sempre più integrato e costruito intorno alle sue reali esigenze, e anche in modo sempre più personalizzato.

L: Grazie Salvo, alla prossima! S: Grazie a te, a presto!

tot