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Quali saranno i prossimi rilasci di Tot (spoilerati da Andrea Susta)

Redazione Tot
20 ottobre 2022
Quali saranno i prossimi rilasci di Tot (spoilerati da Andrea Susta)

Completiamo, con questa “intervista” del nostro stagista tutt’altro che riverente, il giro iniziale di presentazioni del “nucleo fondativo” di Tot, ovvero le tre anime che insieme hanno costruito l’azienda, chi occupandosi della visione, chi dell’organizzazione, chi del prodotto e degli scenari. Luca chiacchiera adesso con Andrea Susta, business strategist della startup.

Andrea ha la mente sempre proiettata ad immaginare cose nuove, nuove feature: con lui esploreremo quindi gli aspetti più inediti di quando Tot è stata concepita, e quali di quelle idee iniziali saranno le prossime evoluzioni del prodotto.

L. Andrea, a proposito dei fondatori di Tot, in un tweet come ti e vi descriveresti? A. Doris è la parte istituzionale, Bruno quello che manda avanti le cose, io quello che disegna le strategie.

L. Dai che la puoi dire meglio, ricordati che ci serve per il marketing… A. Ok. Doris è l’esperienza, la certezza. Bruno è il presente, gestisce e risolve. Io sono quello che guarda al futuro.

L. Oh, ecco! A proposito di futuro. Hai letto dell’euro digitale? Che presto o tardi il contante sparirà per me è una certezza. Più in generale, i pagamenti digitali hanno innescato un processo irreversibile, e non solo perché sono più comodi di quelli tradizionali. L’euro digitale, poi, permetterà l’abbassamento delle condizioni, ma soprattutto l’adozione di nuovi meccanismi. Ovvero potrebbero essere “utilizzabili” per comprare una determinata cosa in particolare… ad esempio, pagare le bollette.

L. Ehm… non ci ho capito nulla! A. Te la spiego facile facile: il tema centrale è la programmabilità, io posso “programmare” i miei soldi affinché vengano trasferiti a determinate condizioni. Immagina cosa potrebbe cambiare negli scambi di beni e servizi tra aziende. L’euro digitale è un’infrastruttura: che sia di carta o digitale i clienti hanno sempre bisogno di un punto di accesso. Cambieranno gli strumenti, insomma, e permetteranno nuovi casi d’uso.

I retroscena, ovvero Tot prima di Tot

L. Andrea, facciamo un salto indietro. Com’è che vi siete conosciuti con Doris e Bruno? A. Era il dicembre del 2019, eravamo in tempi di “pre-pandemia”, diciamo. Ognuno di noi faceva un lavoro diverso. Io ero libero professionista, ovvero facevo più lavori, e mi era capitato di incrociare il gruppo Sella per alcune attività rivolte alle PMI. In quella occasione ho conosciuto Doris. Poi anche Bruno, e tutto è partito da lì...

L. E poi? A. E poi c’è stato ovviamente tutto un lavoro da zero al seed. Alla base del progetto l’idea che tutta la clientela business, dal professionista al piccolo e grande imprenditore non abbia bisogno di una banca in quanto tale. Il banking è uno strumento, non è un fine. Tutti utilizziamo la banca per compiere certe attività, e la parte essenziale è la gestione finanziaria, ovvero quanto spendiamo, quanto incassiamo, quanto guadagniamo, eccetera. Non usi l’internet banking per gestire la tua attività, ecco. Per quello ci sono i gestionali. Ma per la tua attività hai bisogno anche di alcune particolari funzionalità gestionali che all’interno del tuo internet banking.

L. E quindi? A. E quindi quello che dissi, al tempo, nel pitch originale di Tot era: “esiste un’intersezione tra quello che fanno le banche e quello che fanno i gestionali per cui noi prendiamo e mettiamo tutto insieme”. Utile sarebbe “elevare” l’offerta di una banca, che è un qualcosa di meramente strumentale, una commodity. Da qui la mia proposta: prendere l’offerta di una banca ed aggiungere quegli elementi gestionali (tipicamente italiani, come gli F24, tanto per fare un esempio) e conferendo loro dei “super poteri” poiché perfettamente integrati all’interno dei servizi finanziari.

È l’invisible banking, bellezza!

L. Quindi questo vuol dire fare open banking? A. Stiamo parlando di un concetto ancora più in là dell’open banking, in senso evolutivo. Prendi Apple Pay, ad esempio. Come mai Apple, che è una tech company si mette a fare cose di finanza? Apple non si occupa di queste cose, semplicemente tratta il servizio finanziario come una commodity, inglobandola e lasciandola operare ad altri soggetti, tra banche e società finanziarie. Ed è un po’ questo l’approccio è quello che avevo proposto per costruire Tot. Il nucleo dell’idea, diciamo. E poi ce n’era un’altra…

L. Sento odore di spoiler… A. Ok, cercherò di sbottonarmi il meno possibile. Diciamo che sarebbe molto interessante poter mettere in comunicazione tra loro le aziende. È da qualche anno che si va avanti a parlare di “supply chain finance”, che però sta facendo fatica ad affermarsi come concetto. Dal nostro punto di vista questo approccio non dovrebbe tradursi in un “ti sconto le commissioni”… nel momento in cui hai sulla tua piattaforma clienti che non spostano soltanto denaro, ad esempio, potrebbero aprirsi nuove strade anche sul credito, ad esempio.

L. E dove andremo? Dai, dimmi dimmi dimmi…! A. Quello che stiamo cercando di trasferire ai nostri clienti come approccio è: “noi, Tot, abbiamo questa visione di come vorreste – voi aziende - che il mondo fosse”. Una visione che faciliti la vita a chi fa impresa. Per farla evolvere concretamente bisogna dividerla in step (diciamo anche in features successive), anche attraverso l’ascolto e il dialogo di chi diventa cliente.

L. E lo facciamo anche con il forum dei clienti, giusto? A. Quello, certamente, ma è proprio una questione di un metodo partecipativo che mettiamo alla base di tutto. Ad esempio, per disegnare la roadmap dei prossimi rilasci abbiamo chiesto ai nostri clienti: “ti serve prima il bonifico ricorrente, il bonifico istantaneo, o il pagoPA”? E da lì abbiamo scandito le tempistiche dei prossimi rilasci.

L. In questo modo però diventiamo “customer-driven”... Non avete paura di perdere la vision? A. L’azienda deve essere customer-driven, non può non esserlo. Si parte dal mercato, e da un costante confronto con il tuo mercato, altrimenti sei distaccato dalla realtà e finisci solo per seguire le mode, anche in campo finanziario. Non è detto che sviluppare le feature che vanno più di moda automaticamente le renderà utili per i tuoi clienti. Vogliamo raggiungere la cima, ma quale via prendiamo? Ce lo diranno i nostri clienti, perché la raggiungeremo insieme. Non si può non fare così.

In arrivo anche i prestiti

L. Non mi hai spoilerato ancora nulla però, Andrea… A. Bugiardo, ti ho detto già troppe cose!

L. Eddai, su… A. Ok, Luca. Mi stai prendendo per sfinimento: e se ti dicessi che siamo pronti col credito?

L. Wow! A. E si farà tutto dalla carta dual-mode del nostro conto. Vorrei ricordare che già oggi siamo l’unica fintech in Italia, e probabilmente in Europa, ad offrire una carta di credito con rimborso a 60 giorni.

L. In questo particolare momento storico sarà utile contro il “caro bollette”… A. Beh, anche solo con la carta diamo la possibilità di dilazionare a 60 giorni a tasso zero… e non dimentichiamo che in questo momento con l’inflazione stanno aumentando i tassi d’interesse. Quindi costiamo già di meno e si paga fino a due mesi dopo. L’obiettivo è allargare sempre di più questa possibilità, soprattutto per i nostri clienti più “meritevoli” di credito. Per crescere sempre di più, insieme.

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