Introduzione
Fatture carburante e deducibilità delle spese per le aziende (2026)
Resoconto
La deducibilità del carburante nel 2026 è strettamente legata sia al tipo di veicolo sia al rispetto di precisi requisiti formali. Non basta più sostenere una spesa: è necessario dimostrare che sia correttamente documentata e tracciata.
Il primo requisito fondamentale è il pagamento con strumenti tracciabili, come carte aziendali fisiche e virtuali di Tot. I pagamenti in contanti escludono automaticamente qualsiasi possibilità di deduzione. Il secondo requisito è la presenza di una fattura elettronica intestata all’azienda o al professionista: senza fattura, la spesa è fiscalmente irrilevante.
Dal punto di vista delle percentuali, la deducibilità varia in base all’uso del veicolo. Se il mezzo è strumentale all’attività (ad esempio furgoni, mezzi da lavoro o taxi), il carburante è deducibile al 100%.
Se invece si tratta di un’auto ad uso promiscuo, la situazione cambia. Per veicoli assegnati ai dipendenti, la deducibilità arriva fino al 70%, mentre per imprenditori e liberi professionisti si ferma al 20%.
Questo sistema riflette il principio fiscale secondo cui solo le spese direttamente collegate all’attività economica possono essere dedotte pienamente. Più aumenta l’uso personale, più si riduce il beneficio fiscale.
La detrazione dell’IVA sul carburante è uno degli aspetti più rilevanti per la gestione dei costi aziendali, e nel 2026 introduce una novità importante.
Per poter detrarre l’IVA, devono essere rispettate tre condizioni essenziali:
il carburante deve essere utilizzato per attività d’impresa o professionale;
l’acquisto deve essere documentato con fattura elettronica;
Il pagamento deve essere tracciabile, con strumenti come le carte aziendali.
In assenza di anche uno solo di questi requisiti, l’IVA non è detraibile.
Le percentuali di detrazione dipendono dall’utilizzo del veicolo.
Per i mezzi strumentali, l’IVA è detraibile al 100%, rappresentando il massimo vantaggio fiscale.
Per i veicoli ad uso promiscuo, invece, nel 2026 la detrazione sale fino al 50%, segnando un miglioramento rispetto al 40% previsto nel 2025.
Questo cambiamento rende leggermente più conveniente l’utilizzo misto del veicolo. Se il veicolo è utilizzato esclusivamente per fini personali, non è possibile detrarre alcuna quota di IVA.
Un elemento importante è che gli scontrini non sono più considerati validi: solo la fattura elettronica consente la detrazione. Questo ha spinto molte aziende ad adottare sistemi digitali delle note spese, come quello integrato dal conto aziendale online di Tot.
La corretta gestione della fattura carburante è oggi centrale per evitare errori fiscali e perdere benefici economici. Dal 2026, infatti, senza fattura elettronica non è possibile né dedurre il costo né detrarre l’IVA.
Nel caso di rifornimento con operatore, il processo è semplice: si paga con carta e si comunicano i dati fiscali per l’emissione della fattura elettronica. Più articolata è invece la gestione del self service.
Qui esistono due modalità principali per richiedere fattura con il self-service:
La prima è l’inserimento della partita IVA direttamente al momento del rifornimento, se il distributore lo consente. In questo caso, lo scontrino funge da richiesta e la fattura viene emessa successivamente.
La seconda modalità prevede l’uso di app o sistemi integrati offerti dalle compagnie petrolifere, che automatizzano completamente il processo di fatturazione. Questa soluzione è particolarmente utile per aziende con molti rifornimenti.
Un errore comune è pensare che lo scontrino sia sufficiente: non lo è. Anche se tracciato, lo scontrino senza fattura non ha valore fiscale.
Infine, nel 2026 va considerato anche l’aumento del costo del diesel dovuto all’allineamento delle accise con la benzina. Questo rende ancora più importante monitorare i consumi e ottimizzare la gestione delle spese.
