Introduzione
Bonifici Parlanti: guida completa per le detrazioni fiscali (2026)
Bonus ristrutturazione, Ecobonus, Bonus mobili… sono tutti incentivi statali e sì, per accedervi o per erogare servizi poi detraibili, devi pagare o farti pagare con bonifico parlante.
Si chiama “parlante”, ma non è così immediato capire in cosa consiste e quali siano le differenze rispetto ai bonifici normali. E allora eccoti la super guida Tot sui bonifici parlanti, così la prossima volta saprai come pagare per ottenere delle detrazioni fiscali.
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Cosa sono i bonifici parlanti?
Per bonifico parlante si intende una tipologia di trasferimento di denaro che include informazioni aggiuntive oltre a quelle standard. A differenza dei normali bonifici, ordinari o istantanei, infatti, la causale deve essere più dettagliata, con informazioni utili sia per chi invia che per chi riceve il pagamento.
Sono proprio queste informazioni aggiuntive che rendono un bonifico, "parlante", in quanto vi è una spiegazione completa e dettagliata del perché viene effettuato un pagamento.
Questo tipo di bonifico è stato introdotto per aumentare la trasparenza finanziaria e combattere l'evasione fiscale e ha poi trovato largo utilizzo proprio per sfruttare le agevolazioni fiscali che lo Stato mette a disposizione.
Al di là della complessità maggiore nella compilazione, non ci sono comunque differenze sostanziali e i bonifici parlanti si pagano come i normali bonifici bancari, attraverso l'area riservata del vostro provider di servizi di pagamento, selezionando, quando possibile, l'opzione "bonifico parlante" o "bonifico per agevolazioni fiscali".
Che informazioni deve includere un bonifico parlante?
Vediamo le informazioni che non devono mancare in un bonifico parlante:
I dati dell'ordinante del bonifico: nome, cognome e codice fiscale della persona. Nel caso ci fossero più ordinanti è necessario inserire tutti i dati relativi alle singole persone. Se invece la richiesta di detrazione proviene da un condominio, saranno necessari i dati dell’amministratore, il codice fiscale relativo all’edificio o quello dell’inquilino che pagherà l’intervento.
I dati del beneficiario del bonifico parlante: in questo caso, oltre al codice fiscale, dovrà essere inclusa anche la partita IVA.
La causale del bonifico: nella causale bisogna specificare, oltre che il motivo del pagamento, anche il numero di fattura e i riferimenti contrattuali. Qualora richiesto, è bene inserire anche informazioni in merito alla normativa di legge che riguarda la detrazione che si vuole ottenere.
I vantaggi dei bonifici parlanti
Compilare un bonifico parlante può sembrare più complesso rispetto a un bonifico ordinario, ma si tratta di una formalità inutile. Anzi, è uno strumento preciso previsto dalla normativa fiscale per consentire l’accesso alle detrazioni edilizie e garantire la corretta gestione dei flussi fiscali.
Vediamo quali sono i principali vantaggi di questo strumento di pagamento.
Applicazione automatica della ritenuta dell’8%
Il principale motivo per cui esiste il bonifico parlante è questo: permettere alla banca o al provider di pagamento di applicare automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico, prevista dalla normativa fiscale sulle detrazioni edilizie e viene gestita dall’Agenzia delle Entrate.
Questa ritenuta:
Viene trattenuta direttamente dall’istituto di credito;
Viene versata allo Stato come anticipo sulle imposte dovute dall’impresa che ha effettuato i lavori.
Senza bonifico parlante, la banca non può applicare questa ritenuta, e il pagamento rischia di non essere considerato valido ai fini della detrazione.
Quali incentivi si posso sfruttare pagando con bonifico parlante nel 2026?
I bonifici parlanti sono utilizzati come prova del pagamento per un determinato servizio. Ecco le principali detrazioni a cui si può accedere pagando con un bonifico parlante:
Detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, come ristrutturazioni di interni o il recupero di edifici storici.
Ecobonus ed incentivi per l'efficienza energetica, come l'installazione di pannelli solari, la sostituzione di infissi e l'isolamento termico. Incentivi per l'acquisto di elettrodomestici con classe energetica elevata.
Altri incentivi settoriali: a seconda della regione in cui si risiede, infatti, potrebbero essere previsti ulteriori incentivi fiscali per specifiche categorie di interventi, come il recupero di beni culturali.
Vediamoli nel dettaglio.
Bonus ristrutturazione 2026
Ecco le cose fondamentali da sapere sul bonus ristrutturazioni.
Detrazione: 50% prima casa;
Detrazione: 36% seconde case;
Limite di spesa: 96.000 € per unità immobiliare (prorogato);
Ripartizione: 10 anni.
Ecobonus 2026
Ecco le cose fondamentali da sapere sull'Ecobonus
Aliquote dal 50% al 65% a seconda dell’intervento;
Fotovoltaico NON rientra più automaticamente nell’Ecobonus ma spesso nel bonus ristrutturazione;
Caldaie a gas: progressivo disincentivo (linea UE case green).
Bonus mobili 2026
Il Bonus mobili NON richiede bonifico parlante, ma solo un pagamento tracciabile, come carte di pagamento o bonifici ordinari. Ecco i principali vantaggi del bonus mobili.
Aliquota: 50%;
Tetto di spesa: 5.000 €;
Pagamento obbligatorio tracciabile (non necessariamente bonifico parlante, ma bonifico ordinario o carta).
Importante:
Il bonus mobili non è utilizzabile in qualasiasi situazioni, ma solo quando collegato alla ristrutturazione di un immobile.
Direttiva "Case Green": le novità sui bonus nel 2026
Nel 2026 gli incentivi per ristrutturazioni ed efficientamento energetico sono sempre più influenzati dalla nuova Energy Performance of Buildings Directive, o conosciuta in Italia come Direttiva “Case Green”.
L’obiettivo europeo è ridurre progressivamente le emissioni degli edifici e migliorare la loro classe energetica. Questo significa che i bonus fiscali tendono a premiare interventi che producono un reale miglioramento delle prestazioni energetiche, come:
Isolamento avanzato;
Sostituzione degli impianti obsoleti;
Installazione di pompe di calore.
Parallelamente, si va verso un progressivo ridimensionamento degli incentivi per impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili, come le caldaie a gas tradizionali. Questo significa che chi investe oggi deve orientarsi verso soluzioni più efficienti e sostenibili.
Come funziona il bonifico parlante: esempio pratico
Se hai ancora dei dubbi (più che lecito), allora niente è meglio di un bell'esempio pratico per capire rapidamente come funziona un bonifico parlante. Vediamolo.
Ipotizziamo che stai pagando un'impresa per una ristrutturazione edilizia:
La fattura emessa dall’impresa è di 10.000 €;
Disponi un bonifico parlante di 10.000€;
La banca trattiene l’8% (800 €);
All’impresa arrivano 9.200€;
Gli 800 € vengono versati allo Stato come acconto sulle imposte dell’impresa, che poi verrà poi sottratto nella dichiarazione dei redditi;
Per il cliente la spesa detraibile rimane di 10.000 €, non 9.200 €.
Cosa succede a questo punto?
Il privato potrà detrarre il 50% dei 10.000 € dalle tasse, se si tratta della prima casa;
Quindi 5.000 € da ripartire in 10 anni, ovvero 500 € all’anno.
Compilare un bonifico parlante per ristrutturazioni
Se stai effettuando un pagamento relativo a lavori di ristrutturazione, è fondamentale compilare correttamente la causale del bonifico. Le detrazioni fiscali per ristrutturazioni si applicano a questi interventi:
Miglioramento dell'efficienza energetica: isolamento termico, sostituzione di finestre e serramenti con modelli ad alta efficienza energetica e installazione di impianti di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza.
Ristrutturazione degli interni: lavori di ristrutturazione interna come la rimozione o la sostituzione di pareti divisorie, pavimenti, soffitti, rifacimento di impianti idraulici ed elettrici.
Recupero di edifici storici: restauro di edifici storici o monumenti, compresa la conservazione e il restauro di elementi architettonici caratteristici.
Adeguamento sismico: interventi finalizzati a migliorare la sicurezza strutturale degli edifici esistenti, come il consolidamento delle fondazioni, l'installazione di sistemi di irrigidimento e altro.
Accessibilità: lavori per rendere gli edifici accessibili alle persone con disabilità, come l'installazione di rampe, ascensori o montascale.
Risanamento ambientale: interventi finalizzati alla rimozione dell'amianto o all'eliminazione di sostanze nocive presenti negli edifici.
Compilare un bonifico parlante per l’Ecobonus
Se stai effettuando un pagamento relativo a lavori di efficientamento energetico, è fondamentale compilare correttamente la causale del bonifico. Le detrazioni fiscali per l’Ecobonus si applicano, in genere, a questi interventi:
Isolamento termico: l'installazione di materiali isolanti per ridurre le dispersioni di calore attraverso pareti, solai, pavimenti e tetti.
Sostituzione di finestre e serramenti: l'installazione di infissi ad alta efficienza energetica per ridurre le perdite di calore e migliorare l'isolamento termico degli edifici.
Sostituzione di impianti di riscaldamento e raffreddamento ad alta efficienza: come pompe di calore, caldaie a condensazione, sistemi di climatizzazione efficienti e altro ancora.
Sostituzione di impianti di produzione di acqua calda sanitaria: l'installazione di scaldacqua solari o pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria.
Installazione di impianti fotovoltaici: l'installazione di pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Audit energetico: l'esecuzione di un audit energetico per valutare le prestazioni degli edifici e identificare aree di intervento.
Gli errori più comuni quando si compila un bonifico parlante?
L'errore più classico? Utilizzare un bonifico ordinario o istantaneo per effettuare un pagamento che richiede il bonifico parlante.
Ci sono poi una serie di errori che possono avvenire quando si compila il bonifico parlante. Ecco i più diffusi e a cui prestare attenzione:
Errori nella causale: scrivere una causale imprecisa, ambigua o incompleta è uno dei principali errori. È importante fornire una descrizione chiara e accurata del motivo del pagamento.
Omissioni di informazioni cruciali: dimenticare di inserire il numero di fattura, i dettagli contrattuali o altre informazioni di riferimento.
Errori o omissioni nei dati del beneficiario: inserire il nome o i dettagli del beneficiario in modo errato può portare a un bonifico non riuscito.
Per fortuna, nel 2026 la prassi è diventata più flessibile rispetto a prima e, secondo chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, la detrazione può non decadere automaticamente se rimangono comunque valide queste condizioni:
Se la ritenuta all'8% è stata comunque applicata;
Se il pagamento è tracciabile;
Se vi è documentazione coerente.
Si possono correggere i bonifici parlanti se ho commesso un errore?
Quando ti accorgi di aver commesso un errore nella compilazione, se non vuoi perdere la possibilità di sfruttare le detrazioni fiscali c’è una sola cosa da fare e conviene farla il più velocemente possibile: contattare la banca e chiedere subito assistenza.
In molti casi sarà possibile apportare correzioni, ma tieni comunque presente che ogni banca ha delle politiche diverse in merito alla possibilità di modificare dei bonifici. Inoltre, potrebbe essere più difficile se il bonifico è già stato elaborato e specialmente se il denaro è già stato trasferito. Insomma, è meglio non sbagliare.
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