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Blockchain: cos’è e perché è utile alle aziende

Redazione Tot
Redazione Tot
6 dicembre 2022
Blockchain: cos’è e perché è utile alle aziende

Originariamente nata per sostenere le transazioni di Bitcoin e delle cosiddette “criptovalute”, la tecnologia blockchain si è rapidamente evoluta in un concetto in grado rimodellare la nostra economia e società in tempi e modi mai visti dall'avvento di Internet.

Cos’è e come funziona blockchain

Al centro di ogni blockchain c'è la Distributed Ledger Technology (DLT). Tradotto dall’inglese, è una “tecnologia di contabilità distribuita”.

Ovvero, un database. Ma che non funziona come un qualsiasi database. E’ un database “distribuito” progettato per facilitare le transazioni e per tenerne traccia certa. Immagina un enorme foglio di calcolo, duplicato su più computer o nodi, che sono tutti collegati tra loro a formare una catena. Quando aggiungi un elemento a questo foglio, ogni copia della catena viene aggiornata con un__ timestamp__, rendendo (quasi) impossibile manometterlo.

E intorno a queste sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche su blockchain e ancor di più sulle tecnologie DTL (non è questa la sede per spiegare la differenza tra blockchain “pubbliche” e “private”, ma lo faremo) sono nati in questi ultimi anni una serie di applicazioni davvero utili per le aziende, dalle piccole e medie imprese alle più grandi.

Smart contracts

Se è vero com’è vero che alcuni strumenti di pagamento quali gli SDD consentono di scongiurare molti rischi rispetto ai “pagherò”, una delle maggiori sfide universali che affliggono le piccole e medie imprese è il flusso di cassa. Blockchain promette di risolvere questo problema con gli smart contract: come suggerisce il nome, non solo codificano e automatizzano un accordo, ma fanno in modo anche che sia rispettato. Infatti si “autoesegue” offrendo risultati garantiti se vengono soddisfatte determinate condizioni preliminari.

Pensiamo a cosa potrebbe dire in futuro (ma anche oggi, perché alcune aziende li stanno implementando) abbinare insieme un contratto, una fattura ed il pagamento della stessa, magari in criptovaluta.

Qualche numero per focalizzare davvero ciò di cui stiamo parlando: secondo un report di Blockdata, 81 delle prime 100 aziende al mondo per capitalizzazione di mercato utilizzano in qualche modo strumenti basati su blockchain, e 65 di loro stanno sviluppando attivamente delle proprie soluzioni che utilizzano questa tecnologia.

Il report di Blockdata
Il report di Blockdata

Decentramento e sicurezza

I vantaggi forse più importanti della tecnologia blockchain sono quelli rispetto alla sicurezza. Le applicazioni blockchain sono intrinsecamente decentralizzate, il che significa che i dati vengono distribuiti a diversi computer in tutto il mondo in parallelo. Ergo, le transazioni non possono essere manipolate o cancellate attraverso un attacco informatico perché ogni transazione è collegata a quella che l'ha preceduta.

Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, ha sviluppato il progetto Sandbox (in collaborazione con Ibm e Reply), per sperimentare la procedura di risoluzione delle controversie tra assicurazione e assicurato in ambito blockchain. Il vantaggio per gli assicurati rispetto le procedure tradizionali? Secondo i promotori, la piattaforma garantisce una risoluzione dei contenziosi molto più veloce.

Gestione e monitoraggio della supply chain

Le tecnologie DLT possono inoltre aiutare le PMI a costruire e tracciare processi di filiera, rendendoli più intelligenti e sicuri. Quando i prodotti non sono realizzati da un'unica azienda ma sono frutto di lavorazioni e semi-lavorazioni diverse, portare quelle supply chain su blockchain significa che ogni transazione (e modificazione), dal punto di origine fino al punto vendita, può essere tracciata in tempo reale attraverso un audit trail trasparente. Non solo. Una supply chain così tracciabile migliora anche la gestione dell'inventario, che è tradizionalmente un processo complesso e laborioso, soprattutto per le piccole imprese.

Una delle applicazioni delle tecnologie blockchain che più ha scalato in questi anni è la tracciabilità degli alimenti nelle catene della grande distribuzione: Walmart e Carrefour (ma non solo) hanno scelto di puntare sulle DLT per garantire la tracciabilità di tutta la filiera, ovvero permettere ai consumatori di conoscere con assoluta certezza da dove arriva il cibo e quali percorsi fa prima di finire sugli scaffali del supermercato.

Un altro esempio legato al mondo alimentare, ma dalla prospettiva della produzione industriale è quello di Barilla, che in collaborazione con IBM utilizza le tecnologie DLT per tracciare da zero il basilico che finisce nei propri sughi pronti: dal tracciamento della semina, alla consegna delle piante al trasportatore fino allo stabilimento Barilla dove il basilico viene trasformato in pesto.

Altri vantaggi

Poiché la tecnologia blockchain è stata concepita per garantire al tempo stesso privacy e trasparenza, sicurezza e facilità di accesso, in una rete distribuita e - quindi - intermediari, racchiude intrinsecamente il potenziale per far risparmiare alle aziende IT e costi di gestione, accelerare l'eCommerce, abilitare nuove linee di business sia lato b2c che b2b, aiutando le aziende ad espandere la propria base di clienti, raggiungerli in modo più efficiente ed espandere l'universo di fornitori e partner.

Sì, può sembrare un qualcosa di banale, ma la “fiducia in ingresso” consente di fare affari con clienti sconosciuti, e quindi espande i mercati e (potenzialmente) la domanda di prodotti e servizi.

Fino a poco tempo fa, ad esempio, le case automobilistiche non avevano il pieno controllo sui livelli di conformità dei componenti (anche e soprattutto su quelli di fornitori esterni). Inoltre, non avevano modo di condividere queste informazioni con le autorità di regolamentazione ed i consumatori. Oggi un esempio di trasferimento in ottica "distribuita" di questi processi arriva dal Gruppo Renault, che ha spostato su tecnologie DLT tutta documentazione della propria supply chain, invitando tutta l'industria automobilistica a partecipare.

E poi c’è il caso di De Beers, l’azienda numero uno nella produzione di diamanti nel mondo che con il timestamp blockchain assicura l’affidabilità dell’intero processo di creazione del diamante, dal momento in cui viene minato al momento in cui viene venduto dal gioielliere.

E in epoca di crisi energetica non possiamo non citare il caso della “nostra” Eni: già 2017 per rendere più efficiente il trading, Bp, insieme a Eni e Wien Energy stanno sperimentando una piattaforma DLT per il brokeraggio fra differenti fornitori, ovvero il primo sistema di eCommerce dell’energia intrinsecamente sicuro ed autogarantito. Il progetto si chiama Enerchain, e vede la partecipazione di 39 protagonisti del mercato energetico europeo. I vantaggi? Condividere i costi necessari a sviluppare l’infrastruttura, con la possibilità di inviare, ricevere ed effettuare ordini utilizzando un registro decentralizzato ed effettuando gli scambi in peer-to-peer, ovvero senza l’intervento di un operatore centrale.

Web3, DeFi e scenari futuri

E poi, tra gli sviluppi prossimi c’è tutto ciò che ruota intorno al “Web3” ed il tema della cosiddetta “tokenizzazione”.

Piccolo spoiler, ma poi magari spiegheremo meglio: un token DeFi è una rappresentazione digitale del valore. Un token (NFT) potrebbe quindi rappresentare un valore monetario, ma anche altre cose, come l'accesso ad una risorsa o ad un asset fisico. Già oggi c’è chi utilizza tecnologie basate su blockchain per lo streaming di contenuti, la distribuzione di vaccini, fino ai sistemi di identificazione digitale e - udite udite - le CBDC ovvero le valute digitali emesse dalle banche centrali.

In Italia, secondo un report dell'Osservatorio Blockchain e Distributed Ledger della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2021 giravano su tecnologia DLT un totale di 370 iniziative, tra progetti e annunci, sviluppate da aziende e pubbliche amministrazioni, il 39% in più rispetto al 2020.

E ancora, qualche altro numero. A livello globale si prevede un giro d’affari di oltre 4 miliardi di dollari nel periodo 2022-2026. A febbraio 2022, ci sono 81 milioni di utenti di portafogli crittografici in tutto il mondo.

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